Tag: ricette antipasti

Come fare le scaloppine: 3 consigli e 3 variazioni

Come fare le scaloppine: 3 consigli e 3 variazioni

Non è vero che siano sinonimo di fettina veloce. Con il taglio di carne esatto, le precise misure e un’attenta cottura sono un piatto elegante, leggero e gustoso. Le scaloppine piacciono a tutta famiglia nella versione classica e nelle variazioni di ogni casa.

scaloppine xxx

3 variazioni sulle scaloppine

3 Consigli per scaloppine perfette

1. Usare l’amido di mais al posto della farina
L’amido di mais rende il sugo più fine e liscio rispetto alla farina 00, che andrà comunque bene per infarinare le scaloppine.

2. I tagli di carne
Il più indicato è il noce o la fesa di vitello.

3. Per preparazioni più rustiche
Potete scegliere un taglio più economico come il magatello di vitello o di vitellone per preparazioni più rustiche con ricchi sughetti.

Come fare la scaloppine di vitello classiche

Seguite il tutorial passo dopo passo per cucinare delle perfette scaloppine di vitello. Avrete bisogno di
480 g fesa o noce di vitello, burro, vino bianco secco, salvia, brodo di carne, amido di mais, olio extravergine di oliva e sale.

 

» Crostata crème brûlée – Ricetta Crostata crème brûlée di Misya

Misya.info

Innanzitutto preparate la pasta frolla: versate farina e zucchero a fontana in una ciotola, mettete al centro vaniglia, bicarbonato, uova e burro freddo a tocchetti.
Lavorate velocemente fino ad ottenere un panetto omogeneo, quindi coprite con pellicola e fate riposare per almeno 1 ora in frigo.

Nel frattempo iniziate a preparare la crema: montate i tuorli con lo zucchero e la vaniglia, poi unite la farina, quindi versate panna e latte, caldi, sul composto, incorporandoli mescolando.
Mettete sul fuoco e cuocete a fuoco basso finché la crema non inizia ad addensarsi.
Trasferite in una ciotola ampia, coprite con pellicola a contatto e lasciate raffreddare.

Riprendete la frolla, stendetela in una sfoglia di circa mezzo cm, quindi usatela per foderare lo stempo.
Livellate i bordi e bucherellate il fondo.

Versate sull frolla la crema ormai tiepida, quindi cuocete per 35 minuti circa a 180°C in forno ventilato già caldo.
Una volta sfornata, lasciate raffreddare completamente la crostata, quindi conservatela in frigo per almeno 1 ora.
Poco prima di servirla cospargete la superficie con i 2 cucchiai di zucchero di canna e bruciatelo con un cannello (o lasciandola brevemente sotto al grill) fino a far creare la classica crosticina croccante.

La crostata crème brûlée è pronta, non vi resta che servirla subito.


Rasha porta in tavola la Palestina, raccontando la fuga dalle bombe

Rasha porta in tavola la Palestina, raccontando la fuga dalle bombe

Lunedì 10 febbraio è in programma una cena del progetto Gustamundo, per l’inserimento dei rifugiati. Si potranno assaggiare le specialità palestinesi

I sapori della cucina palestinese in tavola: lunedì 10 febbraio, nel ristorante del progetto Gustamundo (per l’inserimento professionale di rifugiati nell’ambito della ristorazione) sono tutti invitati a una cena solidale realizzata anche con la collaborazione della Comunità di Sant’Egidio. Fra i piatti che saranno serviti, la maqlubamakluba, che significa «sottosopra». È una portata che nasce dalla tradizione di donare cibo ai poveri dopo i banchetti delle feste. Ogni venerdì, nelle ricche case arabe, il cibo non consumato veniva raccolto in una casseruola e rigirato, poi, su un grande vassoio affinché fosse più facilmente raggiungibile da tutti. È uno sformato di carne, verdure e riso speziati, solitamente condito con una salsa di pomodori, cetrioli, sale e yogurt. Poi si potranno assaggiare il kubba, un supplì di riso con carne e spezie e, infine, il cruason di carne. Tra gli ingredienti che saranno utilizzati in cucina, lo za’atar, una varietà di timo selvatico che dà il suo nome a un mix con semi di sesamo, sommacco, sale.

Queste specialità saranno preparate da Rasha, che attraverso i suoi piatti condividerà una storia che parla di coraggio e rinascita. Figlia di profughi palestinesi, Rasha è nata e cresciuta a Yarmouk, un campo profughi nella periferia sud di Damasco. Era riuscita ad ottenere una certa stabilità sociale ed economica che, però, è andata in crisi con il conflitto. Rasha è sempre stata una lavoratrice instancabile: ha fatto la parrucchiera, la truccatrice. E, a casa, ha sempre cucinato per i propri figli le ricette tramandate dalla madre.

Un giorno la sua vita cambia: mentre insegue suo figlio in strada, sotto le bombe, viene colpita da alcune schegge che le tolgono quasi completamente la vista. Da quel momento inizia il viaggio che la porterà, con i figli, prima in Libano e poi, il 29 febbraio del 2016, a Roma, con il primo corridoio umanitario organizzato dalla comunità di Sant’Egidio e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche attive a livello nazionale. A Roma, i suoi tre figli possono riprendere la scuola, mentre lei segue un corso per non vedenti che le insegna a migliorare la capacità di muoversi e riorganizzare la sua vita domestica e lavorativa. Nonostante non vedesse, Rasha non si è mai fermata.

Questa è la sua prima esperienza come cuoca in un ristorante. La cena inizierà a partire dalle 20 al ristorante in via Giacinto de Vecchi Pieralice, 38, a Roma. Costa 20 euro, inclusa una bevanda tra acqua, coca-cola, birra in bottiglia. La prenotazione è obbligatoria (366 8976779, info@gustamundo.it).

 

 

Proudly powered by WordPress