Crema di marroni o marronata

Crema di marroni o marronata

Adoro le castagne e prima che la stagione per gustarle finisca, ne faccio sempre scorta.
Di solito ne surgelo una certa quantità per farne caldarroste, un po’ le preparo già pronte da fare lessate e una consistente porzione la utilizzo per preparare la crema, di cui sono golosissima.
Non mancano ovviamente anche quelle tenute nello sciroppo di zucchero e vaniglia, da offrire a Natale.
A voi piacciono le castagne? E la crema?

Ingredienti

2 kg di marroni
600 g di zucchero
600 ml acqua
1 bacca di vaniglia bourbon
scorza pulita di un limone

Preparazione

Sbucciare le castagne e lessarle per 30 minuti in abbondante acqua bollente.
Trascorso il tempo scolare le castagne, lasciare intiepidire togliere la pellicina che le avvolge e passarle al passaverdura o con lo schiaccia patate, fino ad ottenere un composto farinoso ma non troppo asciutto.
Mettere il composto in casseruola con l’acqua, lo zucchero e i semi della vaniglia ( io ci metto anche il baccello pulito tenuto insieme da una garzina, in modo che non si rompa nella crema e  no trovarne i pezzi).
Portare il composto a leggero bollore mescolando con una frusta.
Aggiungere la buccia di limone a pezzi grossi (per poterla poi eliminare) e cuocere a fiamma bassa fino a quando non raggiungerà la consistenza della confettura.
Per ottenere una crema liscia io l’ho frullata con il mixer.
Versare la confettura ancora calda nei vasetti sterilizzati , chiudete bene e capovolgeteli lasciandoli così fino a completo raffreddamento.

La storia del riso e del mais con Philippe Daverio

La storia del riso e del mais con Philippe Daverio

Il mais è arrivato in Italia prima o dopo la scoperta dell’America? Com’è nata la polenta? E il risotto alla milanese?

Philippe Daverio racconta la storia del mais e del riso, dimostrandoci come l’Italia sia un Paese ricco di contaminazioni e incroci con altre culture.
A partire dalle pannocchie raffigurate in opere del IX secolo fino alle prime tracce di riso nelle Satire di Orazio, dove se ne esaltavano già le proprietà benefiche.

Non perdetevi questa lezione con il professor Philippe Daverio, in occasione dei 90 anni di La Cucina Italiana.

» Polpette di farro e cavolo nero

Misya.info

Innanzitutto cuocete le patate per circa 35 minuti, quindi scolatele, pelatele, tagliatele a pezzi e lasciatele in una ciotola con acqua fredda perché si raffreddino per bene.

Nel frattempo cuocete anche il farro, in base ai tempi riportati sulla confezione, e scolatelo al dente.

Mentre farro e patate si raffreddano, pulite il cavolo eliminando le foglie più esterne e le coste più dure, quindi tagliatelo a pezzetti o a striscioline piuttosto sottili.

Schiacciate le patate, mischiatele con le uova, quindi unite anche tutti gli altri ingredienti (meno olio e pangrattato).

Mescolate bene, quindi, con le mani umide, iniziate a creare le polpettine e passatele nel pangrattato.
Disponetele sulla teglia del forno rivestita di carta forno, irroratele con poco olio, quindi cuocete, per circa 20 minuti o fino a doratura, in forno ventilato preriscaldato a 180°C.

Le polpette di farro e cavolo nero sono pronte, servitele subito.

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