8 cheesecake provate per voi

8 cheesecake provate per voi

Abbonamento annuale
(12 numeri) solo € 26,40

45%sconto

Ogni anno oltre 1.000 nuove ricette provate per voi nella cucina di redazione.
Spunti, idee e suggerimenti per divertirsi ai fornelli e preparare piatti di sicuro successo.
La Cucina Italiana, recentemente rinnovata nella veste grafica, propone anche rubriche
che vanno dalla scuola di cucina all’educazione alimentare dei più piccoli, dal turismo enogastronomico
alle nuove tendenze.

I vantaggi sono tantissimi, inclusa la possibilità di leggere la tua rivista su tablet!

Servizio clienti

Ti vuoi abbonare? Sei abbonato ma la copia non ti è arrivata? Hai cambiato indirizzo?
Per queste e altre domande il Servizio Abbonamenti è a tua disposizione:
E-mail: abbonati@condenast.it
Telefono: 199 133 199* dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 18.00.
Fax: 199 144 199

Vai al servizio clienti
Vuoi richiedere un arretrato, di un numero in edicola o di uno speciale?
Vai al servizio arretrati

* Il costo della chiamata per i telefoni fissi da tutta Italia è di 11,88 centesimi
di euro al minuto + iva senza scatto alla risposta. Per le chiamate da cellulare
i costi sono legati all’operatore utilizzato.

Il gateau à la broche, la torta allo spiedo

Il gateau à la broche, la torta allo spiedo

Il gateau à la broche è una rara torta dalla forma conica cotta allo spiedo che è possibile trovare in alcune zone montane della Francia dell’Europa Orientale

Il gateau à la broche, anche detta spit cake o koeken, è una torta davvero unica nel suo genere; ha una caratteristica forma conica e viene cotta allo spiedo, con un processo di preparazione lungo e complesso che implica una aggiunta graduale di diversi strati.

Diffusa in varie parti dell’Europa Orientale, specialmente nelle zone di montagna e nelle regioni francesi Hautes-Pyrénées e Aveyron, la sua particolare ricetta e la sua rarità, attestata da Slow Food, ne fanno un dolce ricercato, spesso legato a tradizioni locali affascinanti, tramandato di generazione in generazione e preparato perlopiù in occasione di particolari celebrazioni e festività. Parte del fascino del gateau à la broche risiede anche nelle origini incerte e nelle leggende narrate negli anni, che ne accrescono il mito.

Ricetta e preparazione-rituale del gateau à la broche

L’aspetto di questo dolce è tanto affascinante quanto la sua preparazione. Gli ingredienti della ricetta base della torta sono zucchero, burro, farina e uova, mentre quelli aggiuntivi e facoltativi, per aromatizzarla, possono includere limone, fiori d’arancio e persino rum. Una volta preparato lo stampo, ovvero un cono di legno attaccato a uno spiedo che gira in modo uniforme, viene versato il primo strato di impasto, a cui gradualmente andranno aggiunti i successivi sette o otto. 

Preparazione del gâteau à la broche.

Dopo aver fatto rosolare l’ultimo strato, la torta deve essere rimossa dal fuoco e smontata dallo stampo conico. Una volta cotto, il gateau à la broche risulta piuttosto morbido, dalla superficie dorata e ruvida e dal colore giallo intenso e può essere conservato per diversi giorni. Visto lo sforzo e il tempo che questa procedura richiede, non stupisce scoprire che le dimensioni medie sono piuttosto abbondanti: in genere il gateau à la broche è alto da 20 a 80 cm e pesa da 150 g a 4 kg. L’aspetto più affascinante di questa preparazione è però quello sociale; in molte zone e in molti villaggi d’Europa, e in particolare in Francia, nel Massiccio Centrale e negli Alti Pirenei, la tradizione del gateau à la broche è viva e vegeta e viene tramandata nel tempo come parte integrante della cultura popolare.
Ad esempio ad Arreau, negli Alti Pirenei, da oltre vent’anni una confraternita organizza ogni estate, a luglio, la cottura della torta allo spiedo, mentre a Morlaàs, a circa 90 km ad ovest, si svolgeva il Salon du Vin et de la Gastronomie, una tradizionale fiera enogastronomica, che include anche il gateau à la broche come appuntamento gastronomico, ma anche come momento celebrativo di ritrovo comunitario e sociale.

Storia e diffusione in Europa della torta allo spiedo

L’origine della torta allo spiedo è molto discussa. Se la tradizione attribuisce la creazione della torta allo spiedo al maestro pasticcere del re di Prussia nel 1790 a Salzwedel, è comunque certo che questa specialità sia nata nell’Europa Centrale, dove esiste ancora sotto svariati nomi tra cui kürtöskalàcs (Ungheria), baumkuchen (Germania). Secondo la leggenda, quando i soldati di Napoleone si ritirarono dalla loro invasione della Russia nel 1812, lo riportarono con loro in Francia. In Francia, paese in cui il raro gateau à la broche è maggiormente presente, la ricetta venne da allora trasmessa oralmente.
Tante le varianti europee del gateau à la broche, dal dolce festivo consumato da solo o accompagnato da marmellata o miele in Germania, alla torta inglese di origine medievale con fichi, datteri e spezie, fino alle ricette che prevedono una copertura di zucchero o di cioccolata. Un’ultima curiosità: la torta allo spiedo è diventata popolare perfino in Giappone, grazie a al pasticcere tedesco Karl Joseph Wilhelm Juchheim che la introdusse nel 1919.

Cottura del gâteau à la broche

Foto: Gâteau à la broche di Rouergue_Wikipedia Commons_Varaine.jpg
Foto: Gâteau à la broche preparazione_Wikipedia Commons_Roland Darré.jpg
Foto: Gâteau à la broche cotto spiedo_Wikipedia Commons_Darreenvt.jpg

Tagliolino nero ai calamaretti e Soppressata di Calabria DOP

Tagliolino nero ai calamaretti e Soppressata di Calabria DOP

Accostare l’intensità di sapore di uno dei salumi italiani più caratteristici al gusto delicato dei calamaretti? Scopri come, in questa ricetta!

La Calabria vanta una plurisecolare tradizione nella produzione dei salumi: le prime testimonianze orali risalgono ai tempi della colonizzazione greca delle coste joniche, mentre la prima traccia scritta fu del letterato romano Marco Terenzio Varrone nel I secolo a.C. Bisogna aspettare il 1600 per avere le prime documentazioni ufficiali riguardanti la tradizione della lavorazione delle carni suine, pubblicate nell’opera scritta Della Calabria Illustrata. Quello che si sa con certezza è che i salumi calabresi annoverano molti estimatori illustri, tra cui lo scrittore e avventuriero Giacomo Casanova, che narra di aver pranzato presso la mensa del vescovo Francescantonio Cavalcanti in Calabria. Qui ebbe la fortuna di gustarli e con ogni probabilità assaggiò anche la soppressata, l’insaccato regionale più pregiato.

La Soppressata di Calabria DOP si ottiene dalle carni destinate al prosciutto e filetto, cui si aggiunge del lardo selezionato dalla parte anteriore del lombo. Le carni e il lardo vengono poi aromatizzati con pepe nero in grani o pepe rosso dolce o piccante e con altre spezie naturali. Insaccate successivamente in budella di suino, vengono legate a mano con spago naturale e lasciate stagionare per un periodo minimo di quarantacinque giorni.

La Soppressata di Calabria presenta una caratteristica forma leggermente schiacciata. Ottima consumata in purezza, il suo sapore rotondo e speziato la rendono anche un ingrediente originale e insolito, che può esaltare una ricetta di mare, come i tagliolini neri ai calamaretti, piatto forte della cucina mediterranea.

Ingredienti

300 g tagliolini neri
150 g calamaretti puliti
100 g Soppressata di Calabria DOP
2 cucchiai olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino
50 g prezzemolo
succo di ½ limone
1 limone
Olio, sale e pepe

Procedimento

Sbollentare il prezzemolo in abbondante acqua salata, gettarlo poi subito in acqua fredda e ghiaccio.
Strizzare bene il prezzemolo e centrifugarlo con olio d’oliva, aggiustare di sale e pepe.
Intanto in un’altra pentola far bollire abbondante acqua salata e lessare i tagliolini.
In un sauteuse far saltare la Soppressata di Calabria DOP sminuzzata con le mani in un goccio d’olio per pochi secondi, poi aggiungere i calamaretti, l’aglio, il peperoncino e infine quando tutto sarà ben saltato bagnare con il succo di limone.
Saltare ancora per qualche momento e condire con la centrifuga di prezzemolo precedentemente ottenuta.
Impiattare e terminare il piatto con una grattata di scorza di limone.

Proudly powered by WordPress