Anna in Casa: ricette e non solo: Conservare le castagne

Anna in Casa: ricette e non solo: Conservare le castagne

Se come me siete ghiotti di castagne e le mangereste anche al picnic di ferragosto, questo è il consiglio giusto per voi. Chi apre il mio freezer da adesso fino a giugno, di più non resisto, troverà 3-4 sacchetti pieni di castagne.

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Prima di continuare vorrei regalarvi un consiglio che mi è stato dato dal fruttivendolo: quando comprate le castagne in stagione se non le consumate subito, potete conservarle in frigorifero. In questo modo rimarranno fresche per qualche giorno in più.

CONSERVARE LE CASTAGNE CRUDE

Per conservarle in congelatore metterle a mollo per qualche minuto, quelle che vengono a galla sono da scartare in quanto non buone per essere conservate. 

A questo punto, lavatele sotto l’acqua corrente e asciugarle bene. Con un coltellino fare una una incisione a croce sulla superficie e mano a mano mettetele direttamente in sacchetti idonei alla conservazione.

Riporre i sacchetti, privati il più possibile dell’aria e ben chiusi, nel congelatore.

Quando avrete voglia di consumarle, basterà metterle in uno strato unico sulla teglia foderata con carta forno, lasciarle scongelare a temperatura ambiente e successivamente cuocerle in forno caldo a 200 °C fino a completa cottura. 

Oppure potrete decidere di cuocerle in acqua fredda con una foglia di alloro.

CONSERVARE LE CASTAGNE COTTE

Come prima, mettere le castagne a mollo per qualche minuto, quelle che vengono a galla sono da scartare in quanto non buone per essere conservate. A questo punto, lavatele sotto l’acqua corrente e asciugarle bene

Con un coltellino fare sulla superficie una leggera incisione senza intaccare il frutto.

Potete bollire le castagne o arrostirle, a vostro piacere. 

Una volta cotte, sbucciarle e privarle anche della pellicina e mettetele direttamente in sacchetti idonei alla conservazione.

Così conservate dureranno in congelatore un po’ di mesi

Storia e ricetta dei falafel egiziani

Storia e ricetta dei falafel egiziani

Qual è l’ingrediente segreto che rende i falafel egiziani così verdi? Scoprirlo potrebbe rivelarsi utile e importante anche per la preparazione di tanti altri piatti

I falafel egiziani sono i più verdi di tutti. E a renderli così verdi è la parte di una verdura che noi, purtroppo, siamo abituati a scartare. In Egitto invece no: è un ingrediente che si usa spesso, in molti piatti, tra cui appunto i falafel. Che non mancano mai, a partire dal momento della colazione.

La colazione egiziana

Dimenticate latte e corn flakes. La colazione egiziana è una cosa seria, soprattutto per chi vive in campagna. Ricordiamo, infatti, che l’Egitto ha un’economia ancora prevalentemente agricola, nonostante lo sviluppo recente di altri settori, come quello industriale o turistico. Per cui non è raro che per molti sia davvero il pasto più importante della giornata, in quanto c’è un gran bisogno di energie! Innanzitutto la colazione egiziana è rigorosamente salata: niente dolci, brioche, marmellate o biscotti. Si inizia subito con piatti forti, dal carattere deciso, come il ful, la crema di fave di cui vi avevamo già parlato a proposito della colazione palestinese, che è molto simile. Poi ci sono varie verdure, quali insalata, patate, melanzane e altre a seconda della stagione, spesso fritte. Come proteine, invece, uova sode, a volte sardine e, ovviamente falafel, che si distinguono da tutti gli altri diffusi in Medio Oriente per vari motivi. E in accompagnamento il classico pane arabo fatto in casa.

L’ingrediente segreto

I falafel egiziani originali sono diversi dagli altri che trovate in giro, come quelli siriani, palestinesi, libanesi, che quasi sempre vengono fatti con i ceci (per questo sono più chiari). In Egitto, invece, si preparano fin dai tempi antichi con le fave, di solito secche: vengono messe a mollo, cotte e poi tritate con varie spezie, erba cipollina, sale, pepe, prezzemolo e (tanto) aglio. C’è anche chi ci aggiunge un po’ di farina di ceci o due uova, pur non essendo previsti nella ricetta originale. Ma l’ingrediente responsabile di quel suo colore verde acceso e di quel suo sapore speciale è il korrat, una varietà di porro più piccola (chiamata Allium Ampeloprasum), molto diffusa e coltivata in Egitto, che è praticamente impossibile da trovare in Italia (se non ogni tanto al Mercato Ortofrutticolo). In particolare si usano le sue foglie fresche, che vengono tritate e unite all’impasto dei falafel. In realtà vengono utilizzate anche in tantissimi altri piatti, come ad esempio sull’insalata, con pane e formaggio o in zuppe, salse e minestre. Noi, al contrario, siamo abituati (erroneamente) a consumare solo la parte bianca alla base e a scartare le foglie, che per altro sono anche la parte della pianta più ricca di vitamina C. «Tagliate via la parte verde», si legge in molte ricette con i porri, forse perché troppo dure o amare. Ma se provate con dei porri più piccoli, coltivati senza fertilizzanti, vedrete che sarà possibile utilizzare anche le foglie. E magari preparare i falafel egiziani con la nostra ricetta.

Foglie Korrat porro egiziano per falafel.
Foglie di Korrat, porro egiziano per falafel.

La ricetta originale

La ricetta ci è stata fornita da Mohamed Ibrahim, originario di Al Cairo, che vive da anni a Milano con la sua compagna Francesca Zullo. Insieme hanno fondato la casa di distribuzione cinematografica Il Nero Distribution, con lo scopo di diffondere e far conoscere alcuni film indipendenti provenienti dall’Egitto, in cui spesso compaiono i falafel. «È sempre l’ora di mangiare falafel». Ma di certo non si tratta di un lavoro semplice: preparare i falafel richiede soprattutto tempo. Infatti, ormai la maggior parte delle persone si fa mandare direttamente dall’Egitto l’impasto già pronto congelato: lo trovate in tanti negozi, come ad esempio quello di via Giambellino 131. Se invece volete provare a partire dall’inizio, non vi resta che seguire le nostre indicazioni: le dosi che seguono sono da intendersi a piacere a seconda dei gusti personali, in quanto non alterano il risultato finale.

Ingredienti per 4 persone

½ kg di fave
1 quarto di bicchiere di foglie di porri fresche già tagliate
qb sesamo
qb coriandolo fresco
qb cardamomo
qb cumino
qb aneto
qb aglio
qb cipolla
qb erba cipollina
qb sale
qb pepe nero
qb prezzemolo
qb olio (per friggere)
1 cucchiaino di bicarbonato (sciolto in un po’ d’acqua)
tahina, insalata e peperoncini (a piacere)

Procedimento

Mettete a bagno le fave per una notte intera. Successivamente fatele cuocere, poi tritatele in un frullatore o, meglio, con un passapatate, insieme agli altri ingredienti, nelle dosi scelte a seconda dei gusti. Se volete potete provare ad aggiungere anche un po’ di farina di ceci o un paio di uova nell’impasto.
Una volta pronto il composto, aggiungete un cucchiaino di bicarbonato sciolto nell’acqua, mischiate e iniziate a formare delle palline tonde con le mani.
Infine, decorate con un po’ di sesamo e friggetele in abbondante olio bollente finché non diventano dorate e croccanti fuori e morbide dentro.
Accompagnate a piacere con salsa tahina, insalata, cipolla cruda e peperoncini, ovviamente, verdi, a parte.

Dopo la colazione, per chi lavora in campagna, c’è solo un altro pasto importante. È il pranzo, che si fa a fine della giornata lavorativa, di solito con piatti a base di riso e carne o pesce a seconda delle disponibilità. La sera, invece, ci si mantiene leggeri, con un po’ di frutta e al massimo un pezzo di pane e di formaggio, in modo da andare a letto presto, non appesantiti, in attesa di quella che sarà la prossima colazione.

La torta di mele: 8 ricette profumate

La torta di mele: 8 ricette profumate

Morbide, succose e delicate. Le mele sono il frutto perfetto per preparare un dolce tradizionale, semplice e sempre gradito. Ecco 8 torte di mele da provare

«Una mela al giorno toglie il medico di torno». La saggezza popolare ci invita a gustare questo frutto buonissimo e croccante nella quotidianità e allora… perché non preparare una bella torta di mele? Farina, mele, uova, zucchero e poco più per realizzare la merenda più buona di tutte, da servire con una invitante tazza di tè bollente e gustare la mattina dopo, per iniziare bene la giornata con una fetta golosa e un buon caffè.

Crostata di mele.
Crostata di mele.

C’è chi ama prepararla soffice, molto lievitata e con una crosticina di zucchero in superficie. In molte ricette invece, si preparare una sfoglia sottilissima e si abbonda con le mele, disposte a raggiera per arricchire ogni fetta, magari profumando la farcia con una spolverata di cannella. Ma oltre alla torta che ognuno prepara a casa, magari dosando gli ingredienti a occhio e omaggiando la ricetta tradizionale della nonna, le mele offrono molteplici possibilità di cottura nei dolci, ed è molto divertente sperimentarne sempre di nuove. Avete mai provato ad esempio, a gustare una torta di pane e mele? Questo dolce tradizionale è una sorpresa a ogni morso, ed è perfetto per chi ama trovare un pizzico di sale anche nei dolci. La torta ricca di mele e la crostata di mele sono invece perfette anche come dolce della domenica, magari servite tiepide e accompagnate da una pallina di gelato al fior di latte. La torta millefoglie alle mele è invece un passo in più verso  la pasticceria ed è la ricetta giusta per stupire gli ospiti dopo un buon pranzo assieme. Più casereccia, ma sicuramente divertente è la crostata di tagliatelle e mele, piacerà anche alla nonna! Lo strudel poi, è un grande classico, ma lo avevate mai provato al profumo d’arancia?

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