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da oggi puoi ritirare il tuo ordine in sede

da oggi puoi ritirare il tuo ordine in sede

Ricevi a casa il nostro servizio di delivery o ritiralo direttamente in sede. Non perderti un’offerta imperdibile valida fino al 30 settembre!

Da quest’anno La Cucina Italiana ha avviato il nuovo servizio di delivery per la città di Milano, attivo dal lunedì al sabato dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22. Per la prima volta le ricette della rivista, preparate nelle nostre cucine di piazzale Cadorna, arrivano al tavolo dei lettori e di tutti gli appassionati.

Nella composizione del menu e nella definizione dei piatti sono state selezionate eccellenze del territorio italiano nel pieno rispetto della tradizione e con un occhio sempre attento alla stagionalità dei prodotti. Potete, ad esempio, trovare il vitello tonnato, la pasta alla norma, la cotoletta alla milanese e tante proposte vegetariane. Inoltre, è presente una seziona dedicata ai vini, dove esperti sommelier hanno selezionato per voi gli abbinamenti perfetti. Le ricette vi sapranno stupire, adattandosi a qualsiasi esigenza: il pranzo con i colleghi in ufficio, una cena romantica a casa oppure un picnic al parco con gli amici.

Il servizio è attivo in esclusiva su Deliveroo, dove è possibile guardare il menù e selezionare i propri piatti preferiti. Ordinando dalla piattaforma, è possibile scegliere di ricevere l’ordine direttamente a un indirizzo indicato oppure, a partire da oggi, è possibile selezionare l’opzione di pick-up: in questo caso, una volta effettuato l’ordine, è sufficiente passare direttamente in sede per ritirarlo. I costi di consegna vengono così azzerati e, inoltre, fino al 30 settembre, viene eccezionalmente applicato un ulteriore sconto del 10% a partire da 15 euro di spesa.

Per scoprire il menù e ordinare, basta accedere all’applicazione di delivery Deliveroo. Le pietanze sono conservate all’interno di un packaging sostenibile, interamente compostabile e riciclabile, che mantiene perfettamente la temperatura di servizio. 

La shopper IKEA che vogliamo oggi

La shopper IKEA che vogliamo oggi

Alla Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia, l’Intersessuofobia e la Transfobia, IKEA dedica una borsa-bandiera. Viva l’arcobaleno!

Più che una limited edition, un oggetto simbolo per far sentire la propria voce. Oggi, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia, l’Intersessuofobia e la Transfobia (IDAHOT) IKEA propone la sua iconica carrier bag in versione arcobaleno, all’interno del progetto #CASAPUOIESSERETU.


Un progetto che acquisisce un valore ancora più profondo in questo periodo di distanziamento sociale obbligato, dove il sogno di poter aprire la propria casa e il proprio cuore agli altri, abbattendo barriere e pregiudizi, si fa ancora più forte.

Ed ecco che ancora una volta l’iconica bag IKEA diventa la tela perfetta per tessere un racconto, gridare un’idea, riflettere insieme. La bag è disponibile in store ed e-commerce con il nome di STORSTOMMA e non vediamo l’ora di usarla per fare la spesa, ritirare il bucato, contenere i vasi in terrazzo e parlare d’amore e di diritti combattendo l’odio e la diffidenza attraverso la forza del colore.

 

Coronavirus, i negozi e le attività che riaprono da oggi

Coronavirus, i negozi e le attività che riaprono da oggi
Coronavirus, i prodotti alimentari più acquistati dagli italiani
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La “fase due” non è ancora iniziata. Ma, da oggi, come prevede il decreto della Presidenza del Consiglio, riparte qualche attività e riapre qualche negozio. Le regole, però, non sono valide in tutta l’Italia: ci sono diverse eccezioni regionali.

I negozi

È prevista la riapertura di librerie, cartolibrerie e negozi di abbigliamento per neonati e bambini. Ma non dappertutto: in Piemonte la ripresa di queste attività non è permessa. In Lombardia non è concessa la riapertura di librerie e cartolerie: la vendita di libri, quaderni e pennarelli “è consentita esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati”, e possono riaprire “con le consuete regole relative a igiene e distanziamento, i negozi per la vendita di articoli per neonati e bambini”, mentre è confermata, fino al 3 maggio, “la chiusura degli alberghi (con alcune eccezioni: gli hotel utilizzati per la degenza dei malati), degli studi professionali (che proseguono l’attività in smart working, salvo eccezioni per particolari scadenze) dei mercati all’aperto e di tutte le attività non essenziali”. Anche in Emilia-Romagna, nelle province Piacenza e Rimini, a Medicina e nella frazione di Ganzanigo, rimangono “sospese le attività di commercio al dettaglio di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri, di vestiti per bambini e neonati”. In Lazio è stata posticipata l’apertura delle librerie al 20 aprile per dare il tempo agli esercenti di poter organizzare le misure di sicurezza. Nemmeno in Campania riaprono librerie e cartolerie, e i negozi di abbigliamento per bimbi potranno rimanere in attività solo due mattine alla settimana, il martedì e il venerdì, dalle 8 alle 14. La produzione e la consegna del cibo da asporto rimangono bloccate.

Le attività produttive

Hanno il permesso di riprendere: l’uso delle aree forestali e la silvicoltura, la fabbricazione dei computer, la cura e la manutenzione del paesaggio, le opere idrauliche, il commercio all’ingrosso di carta e cartone. Alle aziende che non possono lavorare è consentita «la spedizione della merce in giacenza, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione».

Le regole per chi riapre

I negozi e le aziende dovranno rispettare il distanziamento, provvedere alla pulizia due volte al giorno, all’aerazione naturale e al ricambio d’aria, rendere disponibili e accessibili i sistemi per la disinfezione delle mani accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento, garantire l’uso di mascherine negli ambienti chiusi e dove non si può garantire il distanziamento e l’uso dei guanti «usa e getta» nelle attività di vendita di alimenti e bevande. Nei locali fino a quaranta metri quadrati potrà accedere una persona alla volta, oltre a due operatori (al massimo), mentre in quelli di dimensioni superiori l’ingresso è regolamentato in base agli spazi disponibili, e, dove possibile, i percorsi di entrata e di uscita vengono differenziati.

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