Innanzitutto sfilettate il pesce (qui la guida completa): lavate le triglie sotto acqua corrente, incidete il ventre per eliminare le interiora, desquamate la pelle passando ripetutamente un coltello a lama liscia “contropelo” (dalla coda verso la testa) lungo tutto il corpo, tagliate via testa e coda e sciacquate ancora. Ampliate il taglio fatto sul ventre in modo da arrivare fino alla coda; sollevandola prima con un coltello e poi tirandola con le mani (o con un canovaccio), tirate via la pelle da entrambi i lati; inserite la lama del coltello tra la polpa e la lisca, vicino alla testa, e con cautela e tenendo sempre la lama aderente alla lisca arrivate fino alla coda (ripetete anche dal secondo lato); infine con delle pinzette eliminate tutte le spine rimaste nella polpa, passandoci sopra le mani per sentirle. Tagliate i filetti in 2-3 parti per il lungo, in strisce da circa 2 cm.
Fate dorare l’aglio con l’olio in un’ampia padella antiaderente, quindi unite la polpa e lasciatela insaporire, poi aggiungete le olive denocciolate e fate restringere un pochino. Aggiungete le triglie, fate insaporire per un paio di minuti a fiamma media, poi abbassate la fiamma, chiudete con coperchio e fate stufare per circa 5 minuti, infine aggiungete il prezzemolo e il sale e spegnete.
Nel frattempo cuocete la pasta in acqua bollente già salata, scolatela al dente e saltatela per un paio di minuti nel condimento.
La pasta con le triglie è pronta, servitela subito.
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Che siano dolci o acidule, tenerelle o duracine, le ciliegie sono il frutto più squisito dell’estate. Native dell’Asia occidentale, sono parenti alla lontana della rosa. Fresche e succose, le abbiamo portate in cucina in tantissime ricette per scoprire che anche ai fornelli non tradiscono le loro doti e con pochi tocchi trasformano creme e torte in dessert ricchi di tentazioni.
42 ricette con le ciliegie… basteranno?
Non vi immaginavate che le ciliegie potessero essere così versatili? Le abbiamo provate in tantissimi piatti, dolci e salati. Gelato con le ciliegie, ma anche strudel di ciliegie, oltre alle più classiche crostate, torte e savarin. Ma poi la nostra cucina in redazione si è messa ai fornelli con secondi creativi e dai contrasti dolce/salato: gli arrosti, di maiale e di anatra, si prestano bene per essere accompagnati da choutney di ciliegie e anche le insalate godono di questa presenza colorata e di stagione. Pronti per provare le nostre ricette?
Sette curiosità sulle ciliegie
Frutto del Prunus cerasus, l’amarena si distingue dalla ciliegia per il colore rosso più pallido, la maggior tenerezza dellapolpa e il sapore acidulo e poco dolce.
La ciliegia dolce matura sul Prunus avium, originario del Caucaso e diffuso in Italia fin dalla preistoria, come testimoniano i noccioli ritrovati in siti neolitici.
Buona anche fresca per chi ama l’asprigno, l’amarena dà il meglio in cottura: il calore e lo zucchero ne mitigano il lato pungente e la rendono più amabile.
I più grandi consumatori (e produttori) di ciliegie acidule sono i tedeschi: a esse hanno dedicato dolci, zuppe, salse… e coltivazioni anche lungo le strade.
Nel suo Grande dizionario di cucina, Dumas dice che i duroni non sono di alcun uso culinario. Dimenticava che è l’unica varietà che si può fare sotto spirito.
Il ciliegio conobbe nell’Europa del XVI secolo un successo straordinario. Le varietà, dopo due secoli di studi e colture, ammontavano a circa un centinaio.
Secondo un’antica credenza piantare un ciliegio nel proprio giardino porta bene alla casa e offrirne i frutti è come offrire un segno di fratellanza e di amicizia.
Le proprietà delle ciliegie
La frutta fa tutta bene e in ogni frutto si nascono proprietà benefiche per il proprio organismo. Le ciliegie non sono da meno: per cominciare le ciliegie sono ricche di vitamina C e A. Contengono poi acido folico, calcio, magnesio, potassio. Sono depurative e diuretiche e aiutano a prevenire l’invecchiamento cellulare. Quante mangiarne al giorno? Ne basta una manciata, una ventina, senza esagerare perché sono leggermente lassative. Mai buttare noccioli e peduncoli. I primi, lavati e lasciati essiccare, possono essere usati per riempire dei piccoli cuscinetti: scaldati possono essere usati per calmare leggeri crampi addominali. I peduncoli invece servono per realizzare tisane.
Tisana ai peduncoli di ciliegie
Come? Far bollire un litro d’acqua e poi immergervi una manciata di gambi secchi di ciliegie; lasciare in infusione per circa 10 minuti e poi bere. Utile a purificare i reni e anche in caso di cistite (combinati alla giusta terapia, anche antibiotica se il medico lo consiglia).