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» Baita di savoiardi – Ricetta Baita di savoiardi di Misya

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Innanzitutto preparate la ghiaccia reale: versate gli albumi in una ciotola, unite qualche goccia di limone e iniziate a montare con le fruste.
Quando gli albumi inizieranno a montare, iniziate ad aggiungere lo zucchero poco per volta, continuando a lavorare fino ad ottenere una glassa liscia e compatta.

Trasferite la ghiaccia in una sac-à-poche.
Create le parti anteriore e posteriore della casa, unendo tra loro 8 savoiardi mettendo la ghiaccia sul lato largo e impilandoli.

Analogamente, preparate le due pareti laterali, impilando però solo 5 savoiardi invece di 8.
Passate poi al tetto: in questo caso, dovete unire 6 savoiardi, ma unendoli con la ghiaccia dal lato più stretto, in verticale (guardando la foto risulta più chiaro).

Quando tutti i pezzi saranno pronti, lasciate asciugare per una notte.

Sagomate la parte anteriore della casa: con un coltello a seghetto, tagliate in diagonale i 3 savoiardi in cima, in modo da creare la forma per il tetto.
Ricavate quindi un’apertura centrale, che sarà la porticina della baita, ritagliando i 4 savoiardi in basso.

Così come avete fatto per la facciata anteriore, ritagliate in diagonale anche la parte posteriore (in questo caso ovviamente non serve la porta).
Conservate le parti tagliate: dopo ne userete un po’ per creare il comignolo della baita.

Quando avrete pronti tutti i pezzi procedete all’assemblaggio.

Poggiate la parte posteriore della casa sul piano di lavoro, mettete un po’ di ghiaccia alle estremità laterali, fermandovi al tetto.
Fate lo stesso con la facciata anteriore.
Unite quindi le due facciate aggiungendo i 2 pezzi più piccoli (da 5 savoiardi) che avete costruito come pareti laterali.

La vostra baita inizia a prendere forma, ma per ora sembra ancora una casetta diroccata: è il momento di aggiungere il tetto.
Mettete un po’ di ghiaccia sui lati tagliati in diagonale delle facciate anteriore e posteriore e poggiateci su i due lati del tetto (quelli con i 6 savoiardi messi in verticale invece che di piatto).
Usate altra ghiaccia per unire i due lati del tetto, in cima alla casa.
Infine recuperate un pezzetto dei savoiardi tagliati in diagonale e usatelo per creare il comignolo, attaccandolo al tetto sempre con la ghiaccia.

Non vi manca che il tocco finale: decorate la facciata anteriore con l’anice stellato (attaccatelo in cima al tetto con un po’ di ghiaccia reale) e spolverizzate il tutto con un po’ di zucchero a velo.
Fate riposare per altre 2 ore, in modo che la ghiaccia solidifichi, quindi portate la baita di savoiardi in tavola e stupite tutti i vostri ospiti!

Ferrero usa nocciole (anche) turche. Ma…

Ferrero usa nocciole (anche) turche. Ma...

Ma il colosso di Alba lo fa perché il suo fabbisogno industriale supera l’intera produzione nazionale e perché se acquistasse tutte le nocciole italiane violerebbe le norme antitrust (e nessuna altra azienda ne avrebbe per fare dolci o altri prodotti a base di nocciole)

Niente più Nutella in casa Salvini. A un comizio a Ravenna, rispondendo a una fan che gli suggeriva di mangiare la crema firmata Ferrero, per vincere il freddo, il segretario della Lega ha replicato: «La Nutella no, sa che ho cambiato?». E ha aggiunto. «Perché ho scoperto che la Nutella usa nocciole turche e io preferisco aiutare le aziende che usano prodotti italiani, aiutare gli agricoltori italiani, perché ce n’è bisogno». Molto meglio, secondo Matteo Salvini, «mangiare pane, salame e due sardine».

Abbiamo chiesto una replica al gruppo di Alba, ma la Ferrero ha deciso di non commentare. Proprio come non lo aveva fatto quando ancora Salvini era innamorato della sua crema, e scriveva su Twitter di mangiare «Brioche alla #Nutella», perché «per rimediare agli errori del PD e aiutare gli Italiani c’è bisogno di tanta energia» (9 agosto 2018). O quando (1 dicembre 2018) si chiedeva: «A chi non piace la crêpe alla Nutella?». O, ancora, il 26 dicembre 2018, quando annunciava: «Il mio Santo Stefano comincia con pane e Nutella».

La Ferrero non ha commentato nemmeno pochi giorni fa, dopo che il segretario della Lega, sul suo nuovo profilo Tik Tok, ha pubblicato un video a tema Nutella Biscuits.

Come stanno le cose

Ha ragione Salvini, quando dice che il gruppo di Alba usa nocciole provenienti dalla Turchia. Ma non è un segreto: è scritto anche sul sito dell’azienda.

Una nocciola su tre, fra tutte quelle coltivate nel mondo, viene acquistata da Ferrero: il suo fabbisogno industriale eccede l’intera produzione italiana. Se si considerano le dimensioni del colosso dolciario (10,7 miliardi di fatturato e stabilimenti in tutto il mondo), risulta chiaro che neppure la totalità delle nocciole italiane basterebbe per preparare tutti i prodotti Ferrero che sono sul mercato. Il gruppo, in ogni caso, non potrebbe farlo perché violerebbe la legge antitrust (il complesso delle norme che regolamentano e limitano la concentrazione del potere economico per salvaguardare la libera concorrenza delle imprese nel mercato), oltre al fatto che nessun’altra azienda italiana potrebbe più preparare alcun prodotto a base di nocciole.

Cinque anni fa, il gruppo piemontese ha acquisito la Oltan, azienda leader nella coltivazione e nella commercializzazione di nocciole in Turchia (il principale produttore al mondo): è stata una scelta fatta per rafforzare la filiera e poter controllare direttamente la qualità.

Questo significa che Ferrero volta le spalle all’Italia? Sembra di no: il gruppo sta lavorando al Progetto Nocciola Italia per sviluppare il settore corilicolo italiano di qualità e creare maggiore redditività per il comparto agricolo. Intanto, visto che su questo emisfero la nocciola si raccoglie solo una volta all’anno (tra agosto e la fine di settembre), Ferrero sta avviando la coltivazione con aziende agricole del gruppo anche in zone nuove e potenzialmente produttive come il Cile, il Sudafrica e l’Australia: nell’emisfero meridionale le nocciole potranno essere raccolte tra febbraio e marzo e, in questo modo, lo stabilimento si garantirebbe l’approvvigionamento di frutti più freschi. Con buona pace di Salvini.

La zuppa imperiale per il pranzo di Natale

La zuppa imperiale per il pranzo di Natale

C’è il brodo di carne e una pasta speciale: ecco il piatto delle feste della tradizionale abruzzese, caldo e confortevole

In Abruzzo, anche se forse è meglio circoscrivere la tradizione alla zona del Teramano, si prepara un piatto buonissimo in occasione del pranzo di Natale.
Si tratta di un brodo di carne molto saporito e confortevole che si serve non con i tortellini, non con i cappelletti, non con la pastina, ma con una sorta di frittata che si chiama pasta imperiale.

Come fare la pasta imperiale

Questa pasta a base di uova ha tutto l’aspetto di una frittata, ma è più compatta e spugnosa perché al suo interno ha anche la farina e va cotta in forno.

Ingredienti
Si prepara con 4 uova, 4 cucchiai di farina 00, 8 cucchiai di parmigiano grattugiato, un pizzico di noce moscata, prezzemolo e sale.

Procedimento
Dividete tuorli e albumi e sbattete i primi con il parmigiano, la farina, la noce moscata e il sale. A parte, montate a neve gli albumi. Unite i due composti lentamente aggiungendo il prezzemolo tritato al coltello. Mescolate bene per non lasciare grumi. Cuocete la pasta imperiale in forno a 180° per 15-20 minuti in una teglia rivestita con carta forno. Una volta pronta tagliatela a cubetti e servitela con il brodo bollente e abbondante parmigiano.

brodo-imperiale

Il brodo di gallina

Il brodo del pranzo di Natale non può essere un semplice brodo vegetale, a meno che non si tratti di un pranzo vegetariano.
Ecco perché vi consigliamo di prepararlo con la gallina (o con un pollo) di circa 1 kg pulita esternamente e internamente e immersa in acqua fredda con aromi vari come sedano, carota, cipolla, chiodi di garofano, un pomodorino, una foglia di alloro e delle bacche di ginepro.
Tutti questi ingredienti devono cuocere a lungo, almeno 4 ore, a fuoco basso.
Poi il brodo deve essere filtrato per bene per eliminare tutta la parte grassa. Il segreto è lasciarlo raffreddare a lungo e poi con una schiumaiola tirar via tutta la parte che si sarà depositata sulla superficie.
Potete filtrarlo anche più di una volta per renderlo leggero e saporito al punto giusto.

Sfogliate il tutorial per scoprire altri consigli per preparare il brodo

 

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