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Crema di fragole e mascarpone

Crema di fragole e mascarpone

Reduci dalla Pasqua ma pronti per un altro round. In poche parole sono pronta per una idea fresca e golosa per dare dolcezza a questo mercoledì che sa tanto di sabato.

Ingredienti

125 g di zucchero a velo
150 g di fragole
250 g di mascarpone
2-3 cucchiaini di amido di mais

Preparazione

Lavare delicatamente le fragole sotto acqua corrente, privarle della parte a foglioline e tagliarle a cubetti. Mettere le fragole nel bicchiere del mixer e frullarle fino ad ottenere una purea liscia.
In una ciotola montare il mascarpone con lo zucchero per un composto ben amalgamato.
A questo punto unire il composto di fragole al mascarpone e poi aggiungere poco alla volta l’amido di mais fino ad avere una crema ben soda.
Coprire la crema e conservarla in frigorifero fino al momento di servirla.

Il 24 marzo si celebra in tutta Europa il Gelato Day

Il 24 marzo si celebra in tutta Europa il Gelato Day

La bella stagione è sinonimo di gelato e allora ecco una giornata dedicata a questa golosità, con tante iniziative e gusti da assaggiare

La primavera è arrivata: le giornate si allungano, le temperature si alzano… e scatta il primo gelato della stagione! Una golosità che sa mettere d’accordo grandi e piccini, specie se è artigianale, buono e salutare: un prodotto simbolo della tradizione italiana, l’unico a cui finora il Parlamento Europeo abbia dedicato un giorno per celebrarlo. Il 24 marzo sarà infatti la Giornata Europea del Gelato Artigianale con le piazze italiane ed europee che ospiterrano moltissime manifestazioni e iniziative del Gelato Day.

Gelato e gelaterie: qualche numero

Il gelato è un alimento che non conosce crisi. L’Italia, infatti, è leader della filiera: secondo l’Osservatorio Sigep, nel 2017 il settore degli ingredienti e dei semilavorati del gelato ha generato un fatturato complessivo di 1,4 miliardi di euro, mentre le circa 39 mila gelaterie presenti sul territorio nazionale hanno realizzato un fatturato di 2,7 miliardi di euro, dando lavoro a circa 150 mila addetti.

Le qualità del gelato

Il gelato non è solo bello a vedersi, ma è anche buono, con elevate caratteristiche salutari: è infatti un alimento equilibrato e ben bilanciato, a basso indice glicemico; tra i dolci, presenta la densità calorica più bassa ed è tra i più genuini, soprattutto quando fatto con materie prime di qualità, lavorate con rispetto e sapienza dai maestri gelatieri.

Il Gelato Day

Ma siete curiosi di saperne di più sugli eventi che si terranno durante la settima edizione del Gelato Day? Scopritelo insieme a noi.

Domenica 24 marzo Confartigianato Gelatieri porterà, da Nord a Sud, il gelato nelle piazze italiane, dove saranno organizzati eventi celebrativi in collaborazione coi gelatieri locali. Non solo, a Venezia, nell’ambito di Agrimont, e in collaborazione con la Regione Veneto, Longarone Fiere terrà un convegno dedicato al mondo europeo del gelato artigianale, con un focus sull’importanza del gelato artigianale come motore di sviluppo delle economie locali.

Gelato sulla neve

Per chi ama sciare, invece, in Val di Zoldo (BL), si terrà l’evento “Dolce Sciare”: le funivie Val di Zoldo – Dolomites, in collaborazione con Longarone Fiere e Uniteis.e.V., offriranno uno skipass giornaliero gratuito a tutti gli sciatori che si presenteranno con lo scontrino di una gelateria datato 2019. Inoltre, dalle 11 alle 13, sulle piste verrà offerto gratuitamente il gelato realizzato con le vecchie macchine a sale e ghiaccio.

Il gusto dell’anno? Il Tiramisù!

Dopo aver omaggiato la tradizione tedesca con la German Black Forest, ovvero il cioccolato variegato all’amarena, gusto dell’anno 2018, per questa settima edizione, il Gusto dell’Anno è dedicato all’Italia e sarà il Tiramisù. La ricetta ufficiale è firmata da Thomas Infanti, il giovanissimo (ha solo 21 anni!) gelatiere che ha vinto la «Gelato Tiramisù Italian Cup», disputatasi in occasione della 59° Mostra Internazionale del Gelato, tenutasi dal 2 al 5 dicembre a Longarone.

Fatto con latte di alta qualità, zucchero, latte scremato, uova fresche, mascarpone, caffè, cacao e gli immancabili savoiardi, questo gusto si potrà assaggiare in tutte le gelaterie d’Europa aderenti al “Gelato Day”.

Come fare il gelato in casa

Non avete una gelatiera, ma volete comunque preparare il gelato fatto in casa? Ecco come fare. Noi vi diamo indicazioni per fare il gelato al fiordilatte, che è uno dei gusti classici, ma queste direttive valgono anche con l’aggiunta di altri ingredienti.

Montate 500 ml di panna ben ferma. Mescolatela con una lattina di latte condensato (397 grammi) molto lentamente dall’alto verso il basso, utilizzando una spatola. Aggiungete un cucchiaio di rum, mescolando ancora e riempite con il composto uno stampo da plumcake, possibilmente di alluminio o un contenitore da freezer per gelati. Lasciate raffreddare in freezer per 8 ore e poi servite.

I gusti di gelato più strani

Ma il gelato non è solo ai gusti di cioccolato, fiordilatte o limone. Ne esistono di tanti tipi, alcuni davvero stranissimi. Per esempio, avete mai assaggiato il gelato alla halva, un dolce a base di sesamo, tipico del Mediterraneo orientale? E il gelato al pisello odoroso? Tutti gusti che si possono preparare in casa o provare durante il Gelato Day, insieme ai Gusti dell’Anno delle scorse edizioni: oltre al Tiramisù e alla German Black Forest, ci saranno il Cioccolato d’Austria, il belga Poire Royale, il francese Framboise Melba, i primi gusti Fantasia e Stracciatella d’Europa, oltre a due gusti inediti a rappresentare l’Olanda e la Spagna.

Agretti o barba di frate

Agretti o barba di frate

Reperibili solo da marzo a inizio maggio sono una prelibatezza, dal retrogusto amarognolo ma delicato… ecco una VIDEO RICETTA per voi e tante idee per cucinarli

Si possono mangiare solo due mesi all’anno e l’ora “x” sta per scoccare. Si tratta degli agretti o barba di frate, una verdura prelibata che compare alla fine di marzo per sparire con il mese di maggio. Simile per aspetto all’erba cipollina, con foglie lunghe e filiformi di un verde brillante, questa pianta ha un sapore leggermente acre ma consistenza tenera e succosa. Proprio per queste note amarognole è conosciuta soprattutto con il nome di agretti. I modi di definirla, però, sono tanti quanti i posti in cui se ne è diffuso il consumo. In Romagna, ad esempio, viene popolarmente chiamata “lischi” o “liscari“, in Umbriariscoli” e nelle Marche è nota come “rospici” o “arescani“. La particolare forma spiega, invece, il motivo per il quale in tanti, a prescindere dalle differenze regionali, la chiamano barba di frate.

Dalla fabbrica alla cucina

Il nome botanico della pianta è Salsola soda e fino all’inizio del secolo scorso era più famosa nelle fabbriche che in cucina. Con le ceneri di questa pianta, ricche di carbonato di sodio e potassio, si produceva il vetro, ma anche il sapone e altri prodotti che necessitano di grandi quantità di soda. A Venezia, ad esempio, venivano coltivate in piena Laguna per fornire la materia prima alle vetrerie di Murano e dintorni. Con il passare degli anni si sono evolute le tecniche ed è stato sempre più facile reperire il sodio in altri modi, così gli agretti si sono definitivamente trasferiti dalle fucine alle pentole.

La video ricetta tratta del numero di marzo 2018 di La Cucina Italiana

Sono buoni e fanno bene

Gli agretti o barba di frate sono utilizzati soprattutto nella dieta mediterranea, in particolare in Italia. Il modo migliore per apprezzarne il sapore è cuocerli al vapore o lessarli e condirli con olio extra vergine e limone. Ottimi come antipasto o come contorno (molto consigliato l’abbinamento con il salmone), questi ortaggi sono facilmente reperibili e altrettanto duttili in cucina. Con la pasta, dentro le frittate o semplicemente cotti con aglio, pomodoro e acciughe: sono davvero tanti i modi per cucinare questi ortaggi e valorizzarne il gusto. Il sapore, però, non è l’unica carta vincente dalla barba di frate. Questa pianta, infatti, fa particolarmente bene: ricca di sali minerali e di proprietà depurative rappresenta un’ottima alleata nelle diete. Rinfrescante e leggermente tonica, grazie all’abbondanza di clorofilla, contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi ed è particolarmente consigliata per gli anemici.

La verdura dello Shabbat

Nella tradizione culinaria della comunità ebraica romana, gli agretti sono molto utilizzati in questo periodo dell’anno, tanto da essere uno dei piatti principali serviti per lo Shabbat, la festa del riposo che viene osservata ogni sabato. Pur non essendo un ortaggio tipico della tradizione Kasher, l’uso della barba di frate nelle cucine del ghetto risale a tempi antichissimi.

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