Tag: ricette di cucina con foto passo passo

Ricetta Sarde in savor – La Cucina Italiana

Ricetta Sarde in savor - La Cucina Italiana
  • 600 g 30 sarde
  • 400 g cipolle rosse
  • 60 g misto di frutta disidratata (ribes, albicocche e uvetta)
  • misto di mandorle, noci e pinoli (5 cucchiai) oppure soltanto pinoli
  • aceto di vino rosso
  • olio di arachide
  • farina 00
  • sale

Pulite le sarde privandole della lisca, della testa e delle squame. Infilzate ognuna in uno stecchino. Infarinatele e friggetele in abbondante olio di arachide ben caldo.
Mettete a bagno in acqua la frutta disidratata per circa 1 ora.
Mondate le cipolle, affettatele e cuocetele in abbondante aceto di vino rosso per circa 10 minuti, quindi conditele con il sale e versatele ancora calde sulle sarde appena fritte. Aggiungete la frutta disidratata e strizzata, il misto di noci, mandorle e pinoli e coprite con una pellicola.
Lasciate riposare in frigo le sarde immerse nella marinata per almeno un giorno. Servitele completando a piacere con menta e prezzemolo.

che cos’è e cosa fare per combatterla

che cos'è e cosa fare per combatterla

È un malessere tipico del cambio di stagione. Provoca stanchezza, cali di energia e spossatezza fisica e mentale. Ecco come riconoscerla e affrontarla

Stanchi, svogliati e con poca voglia di fare. L’astenia autunnale è un disturbo di stagione molto diffuso. Provoca diversi malesseri come fiacca, spossamento e mancanza di concentrazione che possono interferire sulla qualità della vita rendendo lo svolgimento delle normali attività quotidiane più difficile. Chi soffre di astenia autunnale si sente con le pile scariche e a corto di energie fin dal mattino. «I bioritmi dell’organismo sono regolati dall’alternanza della luce e del buio. Con l’arrivo dell’autunno l’organismo risente molto della minore esposizione al sole», spiega la nutrizionista Valentina Galiazzo, specialista in biochimica clinica. «Quest’ultima favorisce il calo della produzione di alcuni ormoni del sistema nervoso come la serotonina e la melatonina e ne favorisce l’insorgenza», dice l’esperta, che qui suggerisce cosa fare per combattere l’astenia autunnale.

Attenzione agli stili di vita

Per contrastare l’astenia autunnale per prima cosa occorre fare attenzione agli stili di vita. Le abitudini scorrette possono favorirne l’insorgenza. «Il consiglio è di consumare i pasti a orari regolari e dormire almeno 7-8 ore a notte. Occorre poi limitare il consumo di bevande eccitanti a base di caffeina e di alcolici. Alterano la qualità del riposo notturno e di conseguenza, rendono meno scattanti e più fiacchi di giorno». Attenzione infine al fumo di sigaretta. «La nicotina potrebbe peggiorare la situazione perché è in grado di alterare il ritmo sonno-veglia», avverte l’esperta.

La dieta che aiuta

Per stare alla larga dall’astenia autunnale è utile l’assunzione quotidiana di cibi ricchi di vitamine del gruppo B. «Hanno un doppio vantaggio. Da una parte aiutano a riposare meglio di notte perché sono coinvolte nella produzione degli ormoni che favoriscono il rilassamento. Dall’altra aiutano a sentirsi di giorno meno stanchi perché sono indispensabili per trasformare il cibo in energia. Ne sono ottime fonti il pesce, la carne di pollo e di tacchino, le uova e le verdure a foglia verde di stagione come i broccoli, i cavoli e la verza. I vegetali inoltre sono ricchi di acqua, indispensabile per mantenere l’organismo e il cervello ben idratato e contrastare la sensazione di stanchezza». Nei menu occorre puntare poi sui cibi che assicurano triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che influenza in modo positivo l’umore e il sonno. «Si trova nei cereali integrali come farro, riso, avena, segale che sono una buona fonte di energia, nelle lenticchie e in generale nei legumi, nei latticini magri come la ricotta e nello yogurt» consiglia la nutrizionista Valentina Galiazzo.

Fate attività fisica all’aria aperta

Muoversi in mezzo alla natura può aiutare a contrastare l’astenia autunnale. «Da una parte l’esposizione alla luce solare aiuta a regolarizzare il sonno e a dormire meglio. Favorisce infatti la produzione di serotonina che viene trasformata con il buio in melatonina, l’ormone che favorisce il riposo. Dall’altra l’attività fisica stimola la produzione di endorfine, ormoni che aiutano a sentirsi motivati e pieni di energia».

Un pesto insolito? Pistacchi e bottarga

Un pesto insolito? Pistacchi e bottarga

Originale e pieno di gusto, è il condimento perfetto per un piatto che vi trasporta in Sicilia e vi riporta alle vacanze

Siete rientrati dalle vacanze, ma ancora non ne volete sapere di considerare il periodo estivo definitivamente concluso? In questo caso preparate un piatto che vi riporti alla mente agosto, le belle cene in compagnia, la brezza dolce del mare e il profumo di macchia mediterranea: tutto può aiutarvi a ritrovare il buonumore. Cercate un’idea? Gli spaghetti al pesto di pistacchi e bottarga sono il piatto giusto per lenire un poco la nostalgia del tempo estivo appena trascorso.

Pistacchi di Bronte: come si riconoscono

Di pistacchi in commercio ne esistono diversi tipi, ma quello di Bronte è in assoluto il più dolce e profumato. Per riconoscerlo dovete fare attenzione a quattro particolari: la forma, il colore, il sapore e, se queste indicazioni non vi dovessero bastare, l’etichetta della confezione. Ma vediamo nel dettaglio. La forma: il pistacchio di Bronte è allungato. Non tondo, lungo. Se è sgusciato, è presto fatto riconoscerlo. Se lo trovate chiuso nel guscio, le estremità non sono mai molto pronunciate e rivolte all’insù. Il colore: la pellicina è di un viola intenso, come quello di una melanzana. Al di sotto invece il frutto è di un verde brillante, smeraldo. Nessuna sfumatura giallastra, presente invece nei pistacchi originari della Grecia. Il sapore: il pistacchio di Bronte è il più dolce. Una dolcezza delicata ma persistente, che fa venire voglia di mangiarne uno dopo l’altro. Se tutti questi indizi non fossero sufficienti per riconoscerlo, allora guardate bene l’etichetta. Non fatevi trarre in inganno dalla dicitura “Bronte” o Pistacchio siciliano. Potrebbero essere frutti provenienti dalla zona di Agrigento o Raffadali. Deve essere specificata la qualità del prodotto, con il marchio Pistacchio di Bronte DOP.

La bottarga, il caviale del Mediterraneo

Un colore ambrato intenso, un profumo penetrante e un gusto che non si scorda: la bottarga è un unicum nel panorama gastronomico italiano, anche per la cura che serve per produrla. Si ricava dall’essiccazione e dalla salatura di uova di muggine o di tonno e viene prodotta solamente in alcune zone: Sardegna, Sicilia, Toscana e Calabria. La sua produzione risale al tempo dei Fenici, quando i pescatori estraevano la sacca ovarica del pesce femmina (tonno o muggine) e, dopo averla lavata, la mettevano sotto sale e la lasciavano stagionare a lungo. Ancora oggi il procedimento è rimasto uguale, così come il risultato finale.

La ricetta del pesto di pistacchi e bottarga

Ecco come utilizzare pistacchi e bottarga per preparare un pesto insolito con cui condire la pasta.

Ingredienti 

200 g pistacchi sgusciati di Bronte DOP non tostati, 40 g di parmigiano, olio extravergine di oliva, 1/2 spicchio di aglio, acqua di cottura della pasta, bottarga grattugiata, foglie di basilico fresco, 400 g di spaghetti.

Procedimento

Per prima cosa tritate i pistacchi con l’olio, il parmigiano e l’aglio. Aggiustate di sale e mescolate bene per ottenere una crema. Se fosse necessario, unite un cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Intanto fate cuocere la pasta, scolatela al dente e conditela con il pesto. Mescolate bene e poi spolverate con la bottarga grattugiata e qualche fogliolina di basilico fresco. Se preferite, affettate sottilmente la bottarga invece di grattugiarla. Servite subito.

Nel tutorial qualche consiglio in più per un piatto super

Proudly powered by WordPress