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Involtini di verza, la ricetta classica e la variante light

Involtini di verza, la ricetta classica e la variante light

Come fare gli involtini di verza con la carne usando pochi semplici ingredienti di stagione proposti in versione tradizionale e leggera

Gli involtini di verza con la carne sono un grande classico lombardo che non ci stanca mai. Sono perfetti per valorizzare la verza e cucinare un piatto unico con pochi e gustosi ingredienti. Ma come si preparano? La ricetta degli involtini di verza classici prevede l’uso della carne di maiale, ma si possono preparare anche con la salsiccia, con il pesce e le verdure. Per quanto riguarda i metodi di cottura poi, si può optare per il classico in pentola, per una cottura al forno, al vapore o puntare tutto su una gustosissima frittura. Ma prima di pensare alle varianti, ripassiamo insieme la ricetta classica.

Involtini di verza classici

Ingredienti per 4 persone

500 g polpa di maiale, 8 grandi foglie di verza, 1 scalogno mondato e tritato, 1 uovo, 1/2 bicchiere di vino bianco, burro, alloro, rosmarino, salvia, grana grattugiato, uvetta, pangrattato, olio extravergine di oliva, sale, pepe

Come si preparano gli involtini di verza

Mettete a bagno un cucchiaio di uvetta e scottate le foglie di verza in acqua bollente salata per 5’; sgocciolatele e immergetele via via in una ciotola di acqua fredda per fissarne il colore, quindi asciugatele su un canovaccio. Sgrassate e tagliate la carne a dadini. Stufate lo scalogno con un cucchiaio di olio e una noce di burro per un paio di minuti, unitevi la carne, un rametto di rosmarino, 2 foglie di alloro, 3 di salvia, sfumate con il vino, coprite con il coperchio e cuocete per circa 15’, salando e pepando a metà cottura. Sminuzzate la carne e mescolatela in una terrina con l’uovo, l’uvetta strizzata, un cucchiaio di pangrattato e uno di grana; distribuite il ripieno sulle foglie di verza ben stese e chiudetele a involtino. Rosolateli in un filo di olio per 6-7’, fino a doratura. Serviteli caldi.

Involtini di verza light

Ingredienti per 4 persone

500 g polpa di manzo macinata, 8 grandi foglie di verza, 1 scalogno mondato e tritato, 1/2 bicchiere di vino bianco, alloro, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale, pepe

Come si preparano gli involtini di verza light

Scottate le foglie di verza in acqua bollente salata per 5’; sgocciolatele e immergetele via via in una ciotola di acqua fredda per fissarne il colore, quindi asciugatele su un canovaccio. Stufate lo scalogno e le erbe tritati in un velo d’olio extravergine d’oliva, rosolate la carne trita, sfumate con il vino e regolate di sale e pepe. Distribuite il ripieno sulle foglie di verza e chiudete a involtino. Fate cuocere a vapore per 10′ e servite caldi.

Involtini di verza vegetariani ripieni di riso

Ingredienti per 4 persone

250 g riso tipo basmati, 50 g di carote, 50 g di broccoli, 50 g di cipolle, 50 g piselli, 50 g zucchine, 8 grandi foglie di verza, 1 scalogno mondato e tritato, alloro, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale, pepe

Come si preparano gli involtini di verza vegetariani

Cuocete il riso, scolatelo mettete da parte e lasciate intiepidire. Scottate le foglie di verza in acqua bollente salata per 5’; sgocciolatele e immergetele via via in una ciotola di acqua fredda per fissarne il colore, quindi asciugatele su un canovaccio. Stufate lo scalogno, le erbe e le verdure tritate in un velo d’olio extravergine d’oliva e regolate di sale e pepe. Mescolate le verdure stufate con il riso e distribuite il ripieno sulle foglie di verza e chiudete a involtino, legandoli con uno spago. Friggete in olio bollente finché la foglia non sarà croccante oppure cuocete in pentola o a vapore come spiegato sopra.

Involtini di verza, le nostre ricette

prezzi di alcuni alimentari al ribasso

prezzi di alcuni alimentari al ribasso

L’emergenza Coronavirus comincia a fare sentire i primi contraccolpi sul prezzo (al ribasso) dei generi alimentari

Non è solo il clima, quest’anno, a stravolgere il mercato della frutta e della verdura (le primizie sono arrivate con un mese di anticipo, dopo l’inverno anomalo, con temperature bollenti e privo di precipitazioni significative). Anche l’emergenza Coronavirus, con tutte le norme stabilite per cercare di contenere l’epidemia, comincia a far sentire i primi – e già pesanti – contraccolpi sul commercio dei generi alimentari. Ristoranti, bar e locali per la ristorazione hanno dovuto chiudere i battenti, e molti dei prodotti di stagione che venivano utilizzati in grande quantità dalla ristorazione sono rimasti invenduti e adesso vengono proposti a prezzi davvero stracciati.

I prodotti invenduti

Un esempio è il pesce: i ristoratori di Milano, i principali acquirenti sul mercato italiano, non lo stanno acquistando. Ma, allo stesso tempo, i pescivendoli non possono disdire i contratti con pescherecci, perché rischierebbero di compromettere anche i loro accordi futuri. Il pesce, quindi, in questo momento si trova in vendita a un prezzo decisamente conveniente.

Un discorso analogo è valido anche per le fragole che, normalmente, vengono acquistate dalle pasticcerie e dai ristoranti: in questi giorni si possono acquistare a circa 3 euro al chilo, contro i 5 o 6 della scorsa settimana. Anche gli asparagi, in questa stagione, fanno di solito gola ai ristoratori, che li propongono volentieri in menu: oltre la metà della produzione viene assorbita dai locali. Quest’anno non succederà: adesso che è entrata nel vivo la raccolta in Puglia e in Maremma, è disponibile un’enorme quantità di prodotto, venduta a prezzi davvero minimi.

La mancanza di manodopera

La Coldiretti segnala anche un altro problema dovuto al Coronavirus: la mancanza di manodopera per i nuovi raccolti, anticipati per effetto dell’inverno caldo. «Con i vincoli alla circolazione tra Paesi è a rischio più di un quarto del made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere con 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero, soprattutto dall’Europa dell’est, come Romania, Albania, Bulgaria e Polonia. Sono molti i “distretti agricoli” del nord dove i lavoratori immigrati rappresentano una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della raccolta delle fragole e asparagi nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva, delle mele, delle pere e dei kiwi in Piemonte, dei pomodori, dei broccoli, cavoli e finocchi in Puglia».

come comportarsi in gravidanza e in allattamento

come comportarsi in gravidanza e in allattamento

Le donne incinte rischiano di più? Il virus si trasmette al feto? E allattare è sicuro per il bambino? Ecco tutte le risposte insieme ad alcune regole da rispettare per prevenire il contagio

Si sa che la prima preoccupazione per le future mamme e le neo mamme è il proprio bambino. E specialmente in giorni come questi, in piena emergenza Coronavirus, le donne che sono in dolce attesa o che hanno appena partorito si chiedono come proteggere al meglio la vita che hanno in grembo o che hanno appena dato alla luce.

La gravidanza e il periodo successivo di allattamento sono momenti ricchi di emozioni e per questo molto delicati. Le mamme hanno bisogno di risposte ai loro dubbi e alle loro domande che sorgono inevitabimente davanti a una condizione nuova, ma è facile incappare in fake news che provocano allarmismo o che, al contrario, fanno sottovalutare una situazione. Per fare chiarezza e venire in aiuto delle mamme, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno fornito alcune “pillole” di comportamento per le donne incinta e per quelle che allattano. Vediamole.

Coronavirus e gravidanza

È stato chiarito che attualmente non si hanno informazioni sulla suscettibilità delle donne incinte al Coronavirus e sulla trasmissione verticalecioè dalla madre al feto, del virus, anche se – c’è da dire – che dai primi casi descritti il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato dal cordone ombelicale e nessun neonato nato da madre affetta da SARS-CoV-2 è risultato essere positivo al virus.

Le raccomandazioni che aiutano a prevenire il virus nelle donne incinta sono le stesse che valgono per tutti: lavarsi bene e di frequente le mani e l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti.  In caso di ricovero ospedaliero, come in tutti i casi, se necessario si valuta l’isolamento di madre e/o neonato, una scelta però che va ponderata dal team ospedaliero insieme alla madre, valutando i rischi e i benefici di questa scelta.

Coronavirus e allattamento

Per quanto riguarda invece l’allattamento, finora il virus Covid-19 non è stato rilevato nel latte materno raccolto dopo la prima poppata delle donne affette; in almeno un caso sono stati invece rilevati anticorpi anti SARS-CoV-2. Dato anche il potenziale protettivo del latte materno, si ritiene dunque che «nel caso in cui la madre stia facendo gli accertamenti diagnostici o sia affetta da Covid-19, le sue condizioni cliniche lo consentano e lei lo desideri, l’allattamento debba essere avviato e/o mantenuto, direttamente al seno o con latte materno spremuto».

Anche alle mamme che allattano viene suggerito di lavarsi spesso le mani e di utilizzare una mascherina durante la poppata. Se si dovesse presentare la necessità di separare temporaneamente mamma e figlio il consiglio è di mantenere stimolata la produzione di latte, in modo manuale o meccanico, per poi poter proseguire l’allattamento una volta ricongiunti.

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