Tag: primi piatti dietetici

Pesce di stagione ottobre – La Cucina Italiana

Polenta e pesce - La Cucina Italiana

Tra i pesci, anzi i molluschi cefalopodi, di stagione si segnalano due classici della nostra gastronomia: ecco come pulirli e qualche idea per la cucina. Ed è caccia anche agli ultimi pesci spada

Con i primi rigori della stagione fredda, la quantità di pesce fresco disponibile sulle nostre tavole si abbassa notevolmente, nonostante la fine del fermo pesca che, a ruota, ha coinvolto tutti i nostri mari. Eppure, da ottobre inizia il periodo prezioso per due delle nostre più famose specialità di mare: la seppia e il calamaro.

I due popoli dell’Adriatico

La seppia è un mollusco cefalopode molto diffuso nei nostri mari: in cucina è tra gli ingredienti più versatili, compreso il nero che serve all’animale per intorpidire le acque e quindi difendersi dagli attacchi dei predatori. Le seppie vivono a varie profondità, ma prediligono i fondali sabbiosi per mimetizzarsi meglio: il mar Adriatico, quindi, è per loro l’ambiente ideale. Nel mar Mediterraneo le specie più diffuse sono principalmente tre: la seppia comune (Sepia Officinalis), che può raggiungere i 35 centimetri di lunghezza; la seppia pizzuta (Sepia Orbignyana), lunga al massimo 12 cm; e la seppia piccola (Sepia Elegans), che non supera i 9 centimetri. Ma perché in ottobre? Diversi studi hanno dimostrato che, nell’Adriatico, esistono due diversi popolazioni di seppie, con periodi di riproduzione distinti: uno in primavera e uno in autunno, appunto a ottobre. Durante questo periodo gli animali si avvicinano alla costa per deporre le uova, ed è proprio allora che la pesca diventa più abbondante.

Via l’osso

La pulizia delle seppie è laboriosa ma abbastanza agevole: occorre sciacquarla sotto il rubinetto e poi infilare due dita nel corpo, estraendo l‘osso con delicatezza. Il passo successivo è quello di tagliare con le forbici la testa e i tentacoli; poi si toglie la pelle, con le dita oppure aiutandosi con le forbici. Infine si procede alla rimozione delle interiora con le dita e a un’ultima risciacquata. Fare un elenco di tutti i piatti che si possono preparare con la seppia è praticamente impossibile. Ma come cucinare la seppia in maniera diversa dal solito? La seppia, in genere, si sposa bene con condimenti e ripieni a base di aglio e prezzemolo. Una combinazione che dà il meglio di sé nella cottura al forno. E se c’è un forno di mezzo, cosa c’è di meglio di un contorno di patate? Se poi consideriamo che l’abbinamento tra seppie e piselli è un altro classico, soprattutto nella cucina laziale, ecco l’idea: seppie ripiene al forno su letto di patate con piselli.

Il nero dalla Liguria alla Sicilia

Quanto al nero di seppia, si può utilizzare per la preparazione della pasta. Come, ad esempio, avviene a Genova con le trofie al nero di seppia di Pegli, condite con vongole e zafferano oppure con vongole e pesto. Oppure come condimento, come avviene ad esempio per le linguine, un classico della cucina calabrese e siciliana: la pasta va condita sia con il nero che con i pezzettini di seppia. Ma, soprattutto nei risotti, i può anche tentare una variazione utilizzando come condimento il solo nero.

Non scambiatelo col totano

Anche il calamaro è un tipico pesce (in realtà, anch’esso un mollusco cefalopode) di ottobre: nel Mediterraneo questa specie si riproduce infatti durante gran parte dell’anno e in misura maggiore all’inizio della primavera e dell’autunno. In quest’occasione il calamaro (Loligo Vulgaris), che solitamente vive in acque profonde, si avvicina alle coste e quindi diventa, per i pescatori, più facile da intercettare. Anche se, in Sicilia e in Sardegna, la sua disponibilità durante l’anno è più prolungata. Nel Mediterraneo la lunghezza massima raggiungibile è di 30-40 cm. Oltre al Loligo Vulgaris, nel Mediterraneo è diffuso anche il Loligo Forbesi, riconoscibile per l’estremità del mantello meno appuntita ed allungata. Il totano (Todares sagittatus e Illex coindetii) è invece tutt’altro animale, diffuso soprattutto nell’Atlantico e assai meno pregiato: si riconosce dal colore rosso-violaceo e dalle pinne che formano un triangolo molto più piccolo rispetto a quello del calamaro, che invece arriva a metà mantello. Per quanto riguarda la pulizia del calamaro, dopo averlo risciacquato si procede all’eliminazione delle interiora, della pelle, del becco che si trova al centro dei tentacoli e degli occhi. In cucina, ovviamente, l’elenco di ricette è sterminato: oltre alle fritture, inimitabili quanto semplici sono le linguine al sugo di calamari.

Gli altri

Tra gli altri pesci di stagione di ottobre rientrano le alici, il cefalo, la cernia, il dentice, il gattuccio, la mazzancolla, il moscardino, il nasello, l’ombrina e l’orata. Facile trovare anche la sardina, il sarago, la sogliola, la triglia, la panocchia, la ricciola e il rombo chiodato. A ottobre, infine, si chiude la stagione di pesca del pesce spada.

Zuppa di verza: ricetta classica e 4 varianti

Zuppa di verza: ricetta classica e 4 varianti

Prepararla a casa è semplicissimo. E oltre alla versione classica ci sono numerose aggiunte da provare, come il porro, il finocchio, ma anche l’accoppiata orzo e zucca e quella pancetta e patate

Ricca di vitamine A, C e K, ma anche di sali minerali come ferro, fosforo, potassio e calcio, la verza è sicuramente un ingrediente adatto per la creazione di numerose ricette tipicamente invernali. Una su tutte: la zuppa di verza, facilissima da preparare e con numerose varianti che possono insaporire ulteriormente un piatto da gustare con qualche crostino di pane per riscaldarsi durante i mesi più freddi. Ecco allora la ricetta tradizionale della zuppa di verza e alcuni consigli per renderla ancora più buona, semplicemente aggiungendo qualche ingrediente.

Come preparare la zuppa di verza

La prima cosa da fare è pulire, lavare e tagliare a listarelle una verza di medie dimensioni. La si asciuga accuratamente e, nel frattempo, si fanno rosolare in una pentola qualche spicchio d’aglio e una costa di sedano tritato finemente con un filo d’olio. Dopo qualche minuto, si elimina l’aglio e si aggiunge la verza. Si copre tutto con acqua bollente e si lascia cuocere per circa 30 minuti. Si regola la zuppa con sale e pepe e poi non rimane che accomodarsi a tavola per gustarsi questo piatto fumante e nutriente. È davvero un gioco da ragazzi.

L’aggiunta del porro nel soffritto

Insieme alla verza ci sono però diversi ingredienti che si possono aggiungere per personalizzare e arricchire la ricetta. Ad esempio il porro, un altro ortaggio tipicamente autunnale e invernale. Considerato afrodisiaco dagli antichi Romani, ha notevoli proprietà diuretiche e si dimostra utile per il rafforzamento del sistema immunitario. Per usare il porro nella preparazione della zuppa di verza, è sufficiente ricordarsi di rosolarne 70 grammi in pentola insieme all’aglio e al sedano. In questo modo, il suo sapore, simile a quello del cipollotto, renderà la zuppa di verza ancora più invitante.

Variante salutare con il finocchio

Ricco di sali minerali e vitamine, il finocchio è celebre anche per le sue qualità depurative. Bisogna tagliare un finocchio a listarelle e metterlo nella stessa pentola in cui cuocerà la verza. Il suo gusto inconfondibile esalterà il profumo e l’aroma della zuppa. Provare per credere.

Più sfiziosa con patate e pancetta

Quattro patate e 150 grammi di pancetta: ecco cosa serve per insaporire ulteriormente la classica zuppa di verza. Per prima cosa sbucciate le patate e tagliatele a cubetti, poi occupatevi della pancetta tagliandola a listarelle. Ora non resta che aggiungere le patate e la pancetta al soffritto a base di aglio e sedano. Il risultato finale sarà una zuppa di verza da leccarsi i baffi.

Ricca di fibre con orzo e zucca

Dopo aver preparato il soffritto, si aggiungono nella stessa padella 50 grammi di orzo perlato e altri 50 di zucca, già ripulita dai semi e tagliata a cubetti. Si fanno saltare per uno o due minuti al massimo in pentola e poi si versa acqua fino a ricoprire completamente i due ingredienti. Dopo altri dieci minuti, si aggiunge la verza, si continua a cuocere per 30 minuti ed ecco infine pronta un’altra variante alla classica zuppa di verza ricca di fibre e assolutamente da provare.

Anna in Casa: ricette e non solo: Focaccine zero lavoro

Anna in Casa: ricette e non solo: Focaccine zero lavoro

Lo ammetto, sono una fan delle serie tv mediche, pronto intervento o crimini. Non tutte ma di alcune non ne perdo un episodio, come per E.R. Medici in prima linea, di cui sono stata dipendente per anni.

Dato che a mio marito non piacciono molto, solitamente programmo la registrazione e poi guardo  gli episodi quando sto stirando o quando la sera non c’è niente di interessante in televisione.

L’altro pomeriggio armata di sgabello reggi piedone e ferro da stiro mi sono vista 3 episodi di The Resident, una serie medica che sulla rai è ferma alla prima stagione, mentre su Sky sta per iniziare la terza. 

Riemersa da tv e panni stirati, mi sono ricordata che avevo da rinfrescare il lievito madre ma mi mancava il tempo per impastare qualcosa con l’avanzo. Per fortuna la mia amica virtuale Carmen di ricettecongusto qualche giorno prima su una delle sue storie IG aveva pubblicato una bella idea semplice e veloce: delle simil focaccine di lievito madre facili e gustose sia per accompagnare il salato che una crema spalmabile o una confettura.

Ingredienti

avanzo di lievito madre appena rinfrescato

Preparazione

Una volta rinfrescato il lievito madre, 

formare un panetto e dividerlo in porzioni.

Con le mani o con il matterello, stendere ogni porzione, come per fare le piadine.

Scaldare bene una padella e appena pronta

appoggiarvi le focaccine, attendere 1-2 minuti che di gonfino leggermente

e girarle. Quando sono dorate sia sopre che sotto

le focaccine sono pronte da gustare, io prima le ho mangiate con una fetta di salame e poi spalmate una crema di cioccolato.

Proudly powered by WordPress