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Crostini alla ponticiana (con il pane fritto nel burro e i funghi)

Crostini alla ponticiana (con il pane fritto nel burro e i funghi)

I crostini alla ponticiana vengono da Roma e si possono replicare facilmente a casa per un aperitivo o un antipasto super goloso

I crostini alla ponticiana sono tipici della cucina romana, perfetti da portare in tavola per un antipasto gustoso o un aperitivo in modalità finger food.

Devono il loro nome al Laurentino, il quartiere di Roma che viene chiamato anche “I Ponti” e nel quale, secondo la tradizione, sono stati preparati per la prima volta. Si possono replicare a casa facilmente e in poco tempo per un risultato davvero gustoso.

Alla base di questa ricetta c’è il pane casereccio da tagliare a fette abbastanza grandi e spesse e da far rosolare nel burro. E poi non possono mancare i funghi, da scegliere tra trifolati o champignon.

crostini alla ponticiana antipasto aperitivo

La ricetta dei crostini alla ponticiana

Ingredienti

Per preparare i crostini alla ponticiana a casa vi serviranno: 4 fette di pane casareccio lunghe e spesse, 2 mozzarelle, 250 g di funghi trifolati o champignon, 4 fette di prosciutto crudo, burro, prezzemolo, sale, pepe, aglio e olio extravergine di oliva.

Preparazione

Si parte dai funghi. Pulite i funghi quindi metteteli a rosolare in una padella con olio, aglio (da togliere non appena si colora) e prezzemolo tritato finemente. Quando i funghi saranno pronti (ci vorranno 10 minuti circa), aggiungete sale e pepe e metteteli da parte in una ciotola.

Passate quindi alla preparazione del pane, che va fritto nel burro.

A questo punto, su una teglia con la carta forno, adagiate le fette di pane, ricopritele con il prosciutto crudo, la mozzarella tagliata a fette e i funghi preparati in precedenza e infornate a 180 °C per 10 minuti, fino a quando la mozzarella non sarà completamente fusa.

Prima di portare in tavola i crostini è necessaria un’ultima spolverata di prezzemolo. I crostini alla ponticiana vanno mangiati ben caldi e, magari, accompagnati da un corposo vino rosso.

Scoprite nella gallery come potete variare la ricetta dei crostini alla ponticiana

perché ogni tanto è più adatto del burro

perché ogni tanto è più adatto del burro

Per chi è attento alla linea. Per chi non può o non vuole assumere grassi animali. Per chi preferisce sapori più nitidi e dolci più leggeri. I dolci all’olio sono un’ottima alternativa

Un luogo comune forse, o un retaggio di quando, per diversa cultura o semplicemente diverse abitudini sembrava non ci fossero alternative, tendiamo spesso a pensare (o a sentirci dire) che un dolce sia tanto più buono quanto più contiene burro. Una porzione generosa di burro e piovono complimenti per il nostro dolce a volte un po’ improvvisato. Ma siamo anche a tratti intolleranti, vegani, o semplicemente – qualche volta, tendenzialmente mai nel weekend – a dieta. Quando una o più di queste tre ragioni si allineano, proviamo la gioia di scoprire che in verità per i nostri dolci possiamo usare anche l’olio, e che addirittura in alcuni casi è più adatto del burro.

Perché sostituire il burro con l’olio

Oltre a preferenze alimentari personali, ad esempio un regime alimentare vegano, e a eventuali intolleranze, le ragioni principali per sostituire burro con olio sono tre: il gusto, la composizione e la consistenza. L’olio in cucina, soprattutto per chi è abituato ai sapori della dieta mediterranea, ha il gusto della semplicità e, rispetto al burro, regala ai dolci la sofficità delle ciambelle della colazione da bambini: è perfetto per tutti i dolci – o le torte – da credenza, che, oltre ad essere buoni, hanno il compito ben più arduo di riempire la stanza di profumi, ricordi e magia.

La diversa sofficità deriva da una diversa composizione dei due grassi, infatti sostituendo il burro con l’olio in una ricetta, i pesi dei due non possono essere considerati equivalenti: 100 grammi di burro corrispondono, ad esempio, a 83 grammi di olio di oliva. È ovviamente possibile, e talvolta utile sulla base dei sapori dominanti che vogliamo contribuiscano al risultato finale, sostituire il burro anche con oli di semi, più delicati, o con oli estratti da frutta secca, ad esempio quello di mandorle, più aromatizzati.
Considerazioni analoghe a quelle fatte per la composizione valgono anche per la consistenza, l’uno – il burro – solido, l’altro – l’olio – liquido, assumono un ruolo diverso nelle preparazioni e vanno quindi gestiti con un pizzico di sapienza pasticcera, da affinare con la pratica e per cui vi lasciamo 3 utili consigli per la preparazione.

dolci all'olio

Quali dolci preparare con l’olio

A proposito di sofficità
Già alla vista più soffice (e alta) del normale, la sua consistenza è ancora più piacevole e sorprendente al primo morso. Leggera come il filato di seta da cui prende il nome, il segreto -importantissimo – di questa Chiffon Cake aromatizzata sta nel non far sgonfiare l’impasto. Nelle varie fasi di preparazione basterà mescolare dal basso verso l’alto qualunque ingrediente si vada progressivamente ad aggiungere; il raffreddamento andrà fatto a testa in giù ed è molto più semplice di quanto possa sembrare. Ancora buonissima anche il giorno dopo.

Torte da credenza
La crosta esterna è sottilissima ma croccante, l’interno è leggermente umido ma soprattutto, questa torta soffice di zucchine, cacao e pistacchi è la ricetta più semplice del mondo. Tutto nel frullatore: zucchine a filetti, pistacchi, olio, latte di mandorle, miele, zucchero e un pizzico di sale prima; farina, lievito, zucchero e cacao setacciati subito dopo. Quando sarà tutto ben amalgamato versatelo in uno stampo a ciambella e infornate a 175 gradi per 50-55 minuti. Servite fredda e state solo attenti a non mangiarla tutta subito.
Se questa ricetta vi è piaciuta, dovreste provare anche questa torta all’arancia.

Biscotti
Ingredienti liquidi: olio, acqua e uova; ingredienti secchi: farina, lievito e zucchero di canna. Emulsionate i primi e uniteli ai secondi, impastate e portate a 3-4mm di spessore prima di ritagliare i biscotti della forma che preferite e infornare a 180 gradi per 15 minuti circa. Un piccolo segreto, appena tirati fuori dal forno sembreranno ancora morbidi: non allungate per questo il tempo di cottura, basteranno 5 minuti di raffreddamento per portarli alla consistenza perfetta.
La ricetta completa è qui: mettete una cioccolata sul fuoco, e immaginate che fuori nevichi!

Ricetta Sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa

Ricetta Sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa
  • 20 g tartufo nero
  • 4 pz sogliole
  • 1 pz mela rossa
  • burro
  • farina
  • vino bianco
  • limone
  • brodo vegetale
  • sale
  • 160 g cavolini di Bruxelles

Per la ricetta delle sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa, spellate le sogliole e pulitele: tagliate con le forbici le pinnette sui fianchi ed eliminate le interiora. Cuocetele in un’ampia padella con una noce di burro spumeggiante, due alla volta, per 4 minuti per lato, voltandole spesso e irrorandole con il burro. Una volta cotte le prime due, toglietele dalla padella, cambiate il burro, cuocete le altre allo stesso modo e togliete anch’esse dalla padella. Versate il burro sulle sogliole e tenetele in caldo.
Spolverizzate con la farina la padella con il fondo di cottura, spruzzate di vino bianco, unite 1 mestolo di brodo, sale e il succo di 1/2 limone. Cuocete per 5-6 minuti dal bollore, ottenendo una salsa. Aggiungetevi il tartufo tritato finemente.
Mondate i cavolini e tagliateli a metà; lessateli in acqua bollente salata per 5 minuti e scolateli. Saltateli in una padella con un pezzetto di burro e una mela rossa tagliata a tocchetti, con la buccia. Servite le sogliole con la salsa, accompagnandole con il contorno di cavolini e mela.

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