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A Bruxelles si fa la pizza napoletana…con l’acqua di Napoli!

La Cucina Italiana

Miracolo a Bruxelles. Per tutti gli amanti della pizza, roba da fondamentalisti veri: la pizza napoletana fatta…con l’acqua di Napoli.

L’eroe si chiama Bernardo D’Annolfo, l’indirizzo da segnarsi è quello di Educazione Napoletana. Con il nome del locale che è già tutto un progetto, chiarissimo. Tra virgolette “educare” le persone del posto a tutto il buono, a tutto il meglio e a tutto il gusto, dell’autentica napoletanità più verace. Con quest’ultima mossa che davvero non ha precedenti nel mondo.

«I miei impasti saranno fatti, ogni settimana, solo ed esclusivamente con l’acqua di Napoli», afferma fiero Bernardo mentre spacchetta la prima pedana arrivata dai piedi del Vesuvio fino al cuore della capitale d’Europa.

Un’iniziativa che cade giusto a metà tra scienza e cuore.

«Non sono certo uno scienziato», aggiunge, «ma dopo mesi di ricerche, e di consulenze di cui ci siamo avvalsi, abbiamo capito che il PH dell’acqua di Bruxelles è 6.2, mentre il PH dell’acqua di Napoli è 7.2. E, soprattutto, abbiamo capito che per fare una buona pizza napoletana serve un PH più alto di quello che c’è qui».

Ma, al di là della scienza, la vera ragione è quella del cuore. Fondata sul fascino di poter gustare, a migliaia di chilometri dal Centro Storico o dal Lungomare di Mergellina, una pizza straordinaria, inarrivabile, esattamente com’è straordinaria e inarrivabile una pizza fatta a Napoli. Dopo la farina e il lievito del Mulino Caputo, il “Mulino di Napoli” appunto, dopo i pomodori e la mozzarella, dunque, addirittura la formula dell’impasto, persino l’elemento essenziale dell’acqua.

Ricetta Cavolini di Bruxelles, fichi al forno e melagrana

Ricetta Cavolini di Bruxelles, fichi al forno e melagrana

Per armonizzare l’orchestra dei sapori acidi, amari e dolci puntate su un fragrante Prosecco, con un po’ di residuo zuccherino. Consigliamo per l’equilibrio e l’eleganza il Conegliano Valdobbiadene R.D.O. Levante 2020 Extra Dry di Masottina (13 euro, masottina.it).

Ricetta: Caterina Perazzi, Foto: Riccardo Lettieri, Styling: Beatrice Prada

12 ricette con i cavolini di Bruxelles

12 ricette con i cavolini di Bruxelles

I cavolini di Bruxelles fanno bene e sono buoni. Ma come li cuciniamo se non vogliamo usarli come solito contorno? Ecco 12 ricette da sperimentare per usare al meglio questo ingrediente che apporta così tanti benefici!

I cavolini di Bruxelles sono una pianta di origine nord Europea, diffusa soprattutto nei paesi scandinavi e in Benelux, prendono il nome infatti dalla capitale del Belgio dove pare sia stata selezionata questa curiosa varietà di cavolo. Si tratta di una pianta della famiglia delle crucifere o brassicacee, ovvero di tutte quelle verdure che fanno fiori con i petali che formano una sorta di croce, come broccoli e cavoli. Ma non solo: in questa categoria rientrano numerosi altri alimenti, dalla rucola al cavolfiore.

Proprietà dei cavolini di Bruxelles

I cavolini di Bruxelles contengono una buona quota di sali minerali, tra cui fosforo e ferro; proteine; fibre; e vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A, vitamina K e vitamine del gruppo B. Hanno un’azione benefica sul metabolismo ormonale femminile e gli vengono riconosciute proprietà antianemiche e disintossicanti.Questi cavoli in miniatura sono considerati dei veri e propri stimolanti dell’attività cerebrale e della concentrazione; pare che questa proprietà derivi dalla combinazione tra tiamina e acido folico, di cui sono piuttosto ricchi.
Altra informazione utile: sono una miniera di antiossidanti, tra cui tiocianati, indoli, zeaxantina, sulforafano e isotiocianati; per questo motivo sono considerati un alimento utile nella prevenzione dei tumori, in particolare di quelli della prostata, del seno e del colon. La zeaxantina, inoltre, protegge la retina degli occhi.

Come si cucinano?

I cavoletti di Bruxelles si consumano principalmente come contorno ad un pesce o una carne, ma non solo (se li preferite da soli possono essere anche serviti con una crema di formaggio). Le proposte che trovate nella gallery in alto sono ricette di primi o secondi da leccarvi le dita!
Di soli si mangiano solo cotti e vanno bolliti in acqua salata. Prima di cuocerli tagliate il torsolo più duro, alla base, e togliete le foglie più esterne. Si possono anche cuocere in parte in acqua e completarli al forno, in tal caso dai 25 min. di cottura iniziali prevedete di cuocerli la metà del tempo e completarli al forno o in padella.
Per togliere il sapore un po’ amarognolo, dopo averli lessati potete caramellarli con un cucchiaio di zucchero di canna o con un cucchiaio di sciroppo d’acero e un goccio di acqua: risulteranno croccanti e con un fondo dolciastro.

 

 

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