Tag: tartufo

Ricetta Tajarin «leggeri» al tartufo bianco

  • 400 g farina di semola di grano duro
  • 200 g burro
  • 25 g tartufo
  • 3 uova
  • 3 tuorli
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Per la ricetta dei tajarin «leggeri» al tartufo bianco, amalgamate in una ciotola le uova
e i tuorli, rompendoli con una forchetta. Versate la farina a pioggia su una spianatoia, create con le mani un avvallamento al centro e versatevi poco alla volta le uova e 2 cucchiai di olio, incorporandoli con la punta delle dita. Impastate finché non otterrete una palla liscia ed elastica; avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in un luogo fresco per 20 minuti.
Tirate la sfoglia sottile un mm e lunga circa 30 cm. Lasciate asciugare 10 minuti. Piegate la sfoglia su se stessa sul lato corto, ottenendo una sorta di panetto largo 4 cm. Tagliatelo con un coltello molto affilato in strisce di 2-3 mm di larghezza; in alternativa usate una trafila. Sciogliete il burro senza farlo imbiondire. Cuocete i tajarin in abbondante acqua salata, scolateli, conditeli con il burro e 5-6 g di lamelle di tartufo a testa.

Ricetta Sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa

Ricetta Sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa
  • 20 g tartufo nero
  • 4 pz sogliole
  • 1 pz mela rossa
  • burro
  • farina
  • vino bianco
  • limone
  • brodo vegetale
  • sale
  • 160 g cavolini di Bruxelles

Per la ricetta delle sogliola al burro, tartufo, cavolini e mela rossa, spellate le sogliole e pulitele: tagliate con le forbici le pinnette sui fianchi ed eliminate le interiora. Cuocetele in un’ampia padella con una noce di burro spumeggiante, due alla volta, per 4 minuti per lato, voltandole spesso e irrorandole con il burro. Una volta cotte le prime due, toglietele dalla padella, cambiate il burro, cuocete le altre allo stesso modo e togliete anch’esse dalla padella. Versate il burro sulle sogliole e tenetele in caldo.
Spolverizzate con la farina la padella con il fondo di cottura, spruzzate di vino bianco, unite 1 mestolo di brodo, sale e il succo di 1/2 limone. Cuocete per 5-6 minuti dal bollore, ottenendo una salsa. Aggiungetevi il tartufo tritato finemente.
Mondate i cavolini e tagliateli a metà; lessateli in acqua bollente salata per 5 minuti e scolateli. Saltateli in una padella con un pezzetto di burro e una mela rossa tagliata a tocchetti, con la buccia. Servite le sogliole con la salsa, accompagnandole con il contorno di cavolini e mela.

Mangiare il tartufo alla Fiera del Tartufo Bianco d’Alba: la guida per neofiti

Mangiare il tartufo alla Fiera del Tartufo Bianco d’Alba: la guida per neofiti

Il 2019 promette bene, il tartufo è tanto e (a buon mercato). Per comprarlo, mangiarlo e conoscerlo, entrate alla Alba Truffle Show. Fra un calice di vino e un piatto di tajarin al tartufo, spenderete poco e vi risparmierete le fregature

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba attrae ogni anni in provincia di Cuneo decine di migliaia di persone, centinaia a dire il vero, che con auto e bus si riversano su e giù dalle colline delle Langhe. Gli appassionati hanno già prenotato hotel e ristoranti da mesi, e conoscono il proprio trifolau di fiducia per acquistare un prezioso tartufo da portare a casa. Tutti gli altri (come noi) arrivano un po’ sprovveduti, e rischiano di non tornare a casa soddisfatti da questa esperienza. Per chi fa una gita organizzata o chi si muove da solo, i consigli per orientarsi ad Alba e dintorni però sono i medesimi – incluso quello fondamentale: come mangiare e comprare il tartufo per cui si è venuti!

La Fiera: la soluzione POP

Alba è una piccola cittadina con un bel centro storico, che nei week-end d’autunno diventa trafficata di pedoni come l’ora di punta a Milano. La Fiera è diventata negli anni un insieme di eventi, concerti, laboratori didattici per bambini, rievocazioni storiche che va ben oltre il solo mercato del tartufo, ed è un calendario di iniziative che si svolgono in città e nei dintorni. La Fiera è quindi un evento diffuso ma la “Fiera” vera e propria è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, una tensostruttura nel Cortile della Maddalena, in pieno centro.
Molte persone, sia in gruppo organizzati che da soli, arrivano ad Alba e girano smarriti, pensando di trovare bancarelle e tartufi ovunque… per assaporare il fascino della “Fiera” bisogna entrare al Mercato.

Il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba

All’interno del Mercato ci sono tante bancarelle di prodotti tipici, la vendita del tartufo direttamente dai trifolau, un banco di assaggio di vini locali e un “fast-food” alla piemontese. A fianco in una sala, lo spazio degli Show Cooking con i grandi chef, dove vengono organizzate lezioni di analisi sensoriale del tartufo e degustazioni guidate di vini. L’ingresso al Mercato costa 4,00€, 13.50€ con una degustazione vini inclusa. Il biglietto del Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba è incluso acquistando una Wine Tasting Experience (26€), Analisi Sensoriale del Tartufo (22€), Foodies Moments (36€), appuntamenti dedicati ai gourmet in cui scoprire le migliori combinazioni degli chef stellati con il Tartufo Bianco d’Alba..

Solo nei week-end

Il Mercato è aperto solo il sabato, la domenica e i festivi (ponti dei Morti e dell’Annunciazione inclusi). Il sabato fra le vie della città si aggiunge il caos del mercato settimanale (quello classico, con pigiami e pentole), quindi in settimana la città è molto più vivibile ma ha poco senso per chi vuole assaporare il fascino dell’iniziativa.

Sfoglia la gallery

Dove comprare

Al Mercato i trifulau che hanno trovato i tartufi nei boschi con il proprio cane, arrivano la mattina prima dell’apertura e i loro ritrovamenti vengono valutati da una commissione di giudici severissima, che scarta i tartufi non idonei ed “etichetta” quelli in vendita, mettendo al riparo da fregature. Oltre al pregiatissimo tartufo bianco, si trova anche tartufo nero e il cosiddetto tartufo nero estivo o scorzone: ce n’è per tutte le tasche. Durante la settimana, quando il Mercato è chiuso, ci si può rivolgere a seri negozi locali, come Tartuflanghe. Da evitare i banchetti sparsi per le vie, senza garanzie e con prezzi non molto diversi.

Mangiare e bere dentro il Mercato

All’interno del Mercato c’è uno spazio dedicato alla cucina e alla degustazione dei grandi vini di Langhe, Roero e Monferrato, dove si possono assaggiare piatti tipici e “grattare” ad un prezzo concorrenziale il Tartufo Bianco d’Alba. Qualche tavolo è allestito all’esterno, all’interno solo tavoli alti di appoggio. I prezzi sono davvero POP: salame cotto e crudo a 8,00 Euro, salame e Tuma e carne cruda a 9,00 Euro, tajarin al ragù o fonduta di formaggio a 9,50€, ravioli del plin a 10€. La grattata di vero Tartufo Bianco d’Alba da 10g costa 28€, da aggiungere ai piatti. Ottima combo, l’aperitivo al tartufo che include a persona : uovo, grattata di tartufo, vino e pane.

Quanto costa il tartufo bianco

Quest’anno i prezzi sono molto popolari, visto che di tartufo ce n’è in abbondanza, ma si paga comunque a peso, sia in fiera che al ristorante. Comprando un tartufo bianco da circa 40€ si può preparare un piatto di tajarin o un uovo al tegamino per 4 persone. Al ristorante, si paga circa 250€ all’etto, 28€ circa per una abbondante grattata di tartufo bianco da 10g, da sommare al prezzo del piatto scelto. In molti ristoranti indicano a fianco dei piatti classici, un sovrapprezzo “all inclusive” per il tartufo bianco o nero, in modo che nessuno si sorprenda al momento del conto. Dentro la fiera del Tartufo, la grattata da 10g costa 27€.

Diffidate dalle imitazioni

Il tartufo bianco viene grattato al tavolo con l’apposito tagliatartufi e solo a crudo. Se lo si paga a peso, viene pesato al tavolo con un bilancino e la quantità grattata viene mostrata al cliente, se invece lo si paga a piatto, si saprà già in partenza il prezzo finale.  Il tartufo nero o lo scorzone nero estivo arrivano tendenzialmente già nel piatto, a meno che non li si paghi al peso. Hanno prezzi decisamente inferiori di quello bianco d’Alba e un aroma e un sapore meno intenso, decisamente diverso.
Seppur sia un ottimo anno per il tartufo, è un prodotto di lusso e quindi se lo si trova a prezzi bassi (come 14€ per un piatto di tagliolini con bicchiere di vino incluso), sicuramente non è bianco ed è lecito dubitare della provenienza e della qualità. Se andate ad Alba, fate il viaggio, investite tempo e denaro, non privatevi dell’esperienza di mangiare del vero Tartufo Bianco d’Alba: è un piccolo lusso da 28€ che ci si può concedere.

Sfoglia la gallery

Proudly powered by WordPress