Tag: ricette x dolci

La norma #LCIFoodDelivery – La Cucina Italiana

La norma #LCIFoodDelivery - La Cucina Italiana

Il meglio della tradizione italiana preparato sapientemente dagli chef di #ScuolaLCI, solo per te: è ora di assaggiare la pasta alla norma firmata La Cucina Italiana #LCIFoodDelivery

La Scuola de La Cucina Italiana arriva sulla vostra tavola con il nuovo food delivery in collaborazione con Deliveroo. La Cucina Italiana – Pronta in tavola è il primo servizio a domicilio firmato La Cucina Italiana, nato con il desiderio di valorizzare le eccellenze del territorio italiano nel pieno rispetto della tradizione e della stagionalità degli ingredienti.

#LCIFoodDelivery: Pasta alla norma

La pasta alla norma disponibile nel nostro menu è un’interpretazione di Giovanni Rota, Executive Chef di La Scuola de La Cucina Italiana, ed è pensata per preservare al meglio le caratteristiche del piatto. Gli ingredienti sono quelli tradizionali: pomodoro, melanzane, ricotta salata e maccheroni, ma la preparazione fa la differenza.

«La salsa di pomodoro è una combinazione: uniamo una salsa già pronta (la classica preparata con i pomodori pelati) e i pomodori pachino, in modo da dare due consistenze e due acidità diverse alla preparazione. Le melanzane, leggermente infarinate, vengono fritte fino a renderle dorate e croccanti e aggiunte al piatto solo all’ultimo momento.»

Il servizio di delivery di La Cucina Italiana è attivo su Milano dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 22. Se volete provare la nostra pasta alla norma e tanti altri piatti imperdibili, basta accedere all’applicazione di delivery Deliveroo e ordinare. Le pietanze sono pensate in modo da preservarne le qualità durante il viaggio e verranno consegnate calde all’interno di un packaging sostenibile, interamente compostabile e riciclabile.

il bar del Maxxi riparte dalla cultura

il bar del Maxxi riparte dalla cultura

Medïterraneo, il bar ristorante del museo di arte contemporanea progettato da Zaha Hadid, si candida ad essere il locale più cool dell’estate romana

Metti una sera al museo di arte contemporanea, seguita da un aperitivo e una cena all’aria aperta, magari protetti da un igloo di bambù. Tutto questo è possibile a Roma, dove la serata può spostarsi fra le sale del Maxxi, la cui struttura progettata da Zaha Hadid vale già da sola la visita, e il bar ristorante Medïterraneo, che dopo la riapertura post lockdown ha una nuova accattivante veste di spazio culturale.

Non che la visita al museo sia obbligatoria per accedere al bar, tuttavia l’intero progetto va esattamente nella direzione di unire la cultura al piacere di un drink o di una cena fusion: dall’arte all’architettura e al design, dal food & drink alla musica. Il tutto nel magnifico contesto del ristorante-giardino che guarda alla struttura avveniristica progettata da Zaha Hadid, dove lo spazio non manca per collocare i tavoli ben distanziati, oltre ai meravigliosi salottini protetti dalle curiose Homy. Si tratta di strutture di bambù a forma di cupola che ricordano gli igloo, frutto del design dell’azienda toscana Bambuseto, e fatte con bambù proveniente da un bosco della Versilia. Ogni Homy ha un diametro di 5 metri e ospita tra tavolini e sedute fino a 4/5 persone, perfettamente distanziate. Inoltre le Homy sono autonome anche per preparare dei drink fai da te. All’interno delle Homy, infatti, su ogni tavolo saranno presenti i kit con tutta la selezione da bere, così il cliente avrà tutto l’occorrente per prepararsi il drink in autonomia, senza bisogno di ordinare, eccetto il ghiaccio che viene rifornito dai runner a disposizione per il servizio del tavolo.

Un progetto capitanato dal giovane imprenditore romano Giorgio Cantagallo, che ha affiancato alle forze già ben rodate della cucina e del bar del Medïterraneo l’esperienza in campo food di Palmerie Parioli (ristorante molto apprezzato in zona Parioli), che ha portato il suo angolo sushi nel giardino di Medïterraneo; la drink list fai da te delle Homy studiata dai bartender di Spirito e il gelato del Food Truck vintage di Verde Pistacchio. Per la stagione estiva 2020 Medïterraneo ha lavorato a un menu che spazia da un capo all’altro del Mediterraneo, con piatti accattivanti, legati alla stagionalità e molto confort, oltre alle dolcezze della pastry chef Irene Tolomei, finalista della sesta edizione di Bake Off Italia. Anche il reparto drink è molto ben rappresentato: a parte i kit fai da te per le Homy, la drink list studiata dai barman del locale spazia fra i cocktail più celebri, rielaborandoli per renderli più freschi ed estivi.

Naturalmente, grande attenzione alle misure anti Covid. Agli ampi spazi di cui si diceva, che consentono un distanziamento efficace, si aggiungono tutte le misure previste dai protocolli: dalla sanificazione giornaliera alla misurazione della temperatura sia del personale che della clientela, passando per i menu digitali, scaricabili sui cellulari attraverso i QR Code che si trovano su ogni tavolo.

Come preparare l’impepata di cozze

Come preparare l'impepata di cozze

Piatto semplice della tradizione napoletana, l’impepata di cozze racchiude in sè tutto il sapore del mare

L’impepata di cozze è uno dei piatti della tradizione napoletana, semplice da preparare e nello stesso tempo gustosissimo. Si tratta di far aprire le cozze sul fuoco, e di servirle con una spolverata di pepe e con il liquido che avranno rilasciato in cottura. Come per tutte le ricette fatte di pochi ingredienti, è fondamentale che la materia prima sia di grandissima qualità. E la materia prima sono le cozze. Come sceglierle?

Tutti i tipi di cozze

Le più famose sono le spagnole, così chiamate perché pescate in Atlantico e importate dal paese iberico; ci sono poi quelle originarie del Mediterraneo, lunghe sino a 10 cm, che vivono attaccate a scogli o a corpi sommersi. Molto pregiate sono anche le cosiddette cozze pelose”, per via di quella loro peluria attaccata al guscio. Si riconoscono anche perché sono piuttosto piccoline (5 cm di lunghezza) e hanno l’interno della conchiglia color violaceo. Tutte le cozze devono avere, al momento della vendita, un marchio di identificazione e un’etichetta con la data di imballaggio e il termine minimo di conservazione. Devono essere racchiuse in una retina e non possono essere vendute singolarmente.

Come pulire le cozze

Una volta acquistate le cozze, verificate che siano tutte ben chiuse, con il guscio integro. Buttate quelle semi aperte, potrebbero essere avariate e causare intossicazioni. Se si tratta di cozze di allevamento, la fase della pulitura dovrebbe essere abbastanza veloce. Le cozze di scoglio, invece, presentano sulla superficie dei gusci dei parassiti che vanno levati con un coltellino. Eliminate poi il bisso, la barbetta che le tiene legate allo scoglio, e sciacquatele in acqua corrente, sfregandole con una spazzola di metallo. Ricordate che, una volta pulite, le cozze vanno consumate nel giro di 12 ore.

Come si prepara l’impepata di cozze

A questo punto mettete le vostre cozze pulite in una padella ampia, coprite con un coperchio e fatele aprire una per una a fuoco dolce. Dopo qualche minuto, verificate che siano tutte aperte, buttate quelle rimaste chiuse, travasatele tutte in un altro recipiente e filtrate il liquido che avranno rilasciato. In un’altra padella fate rosolare uno spicchio di aglio in poco olio e, quando sarà dorato, aggiungete le cozze con il loro liquido. Fate cuocere per pochi minuti e poi spegnete. Spolverate con abbondante pepe nero, aggiungete qualche fogliolina tritata di prezzemolo e servite la vostra impepata di cozze su crostoni di pane oliati e passati nel forno.

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