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Torta sfoglia di verdure miste

Torta sfoglia di verdure miste

Stamattina trovo ancor più difficile mettere una parola dietro l’altra e cercare di scrivere qualcosa di sensato; ho sonno e sono stanca vista la fatica a trovare a letto una posizione che mi faccia dormire.
Lamentele a parte, non so se capita anche a voi, ma dopo aver avuto ospiti il nostro frigorifero, oltre che gridare all’ordine, chiede anche di essere svuotato di tutti gli avanzi. E’ a questo punto che scatta la svuota frigo mania. Ultimamente però la mia fantasia fa cilecca, come il mio piede, quindi ho rifatto una torta salata che spesso mi aiuta a riunire gli avanzi senza troppo impegno.

Ingredienti

2 rotoli di pasta sfoglia rettangolari
2 uova
2 cucchiai di panna da cucina
1 melanzana
2-3 zucchine (dipende dalle dimensioni)
10 pomodorini
1 peperone rosso
prezzemolo tritato
olio extravergine d’oliva
1/2 scalogno tritato
2 cucchiai di formaggio grana grattugiato
q.b. di formaggio a pasta dura a dadini
sale e pepe
semi di cumino
1 cucchiaio di pan grattato

Preparazione

Lavare e privare melanzana e zucchine parti di scarto; tagliarle a piccoli tocchetti e tenerle da parte.
Fare la stessa cosa con il peperone.
Lavare e tamponare i pomodorini e tagliarli a spicchi.
Scaldare q.b. di olio in una padella, rosolare lo scalogno e aggiungete i dadini di zucchine e melanzana. Dopo qualche minuto, unire anche i pezzi di peperone.
Cuocere il tutto per una decina di minuti, bagnando con un cucchiaio o due di
acqua se le verdure dovessero asciugarsi troppo. Infine aggiungere gli spicchi dei pomodorini.
Salare, insaporire con il prezzemolo tritato.
Togliere dalla fiamma e lasciare intiepidire.
Nel frattempo scaldare il forno a 200 GRADI C.
In una scodella rompere le uova, salarle leggermente, unire la panna, il parmigiano e il pepe a piacere.
Stendere il primo rotolo di sfogliare utilizzarlo per rives-tire la teglia da forno (io una 22×22 cm per ottenere una torta un pochino più spessa).
Bucherellare il fondo della sfoglia con i rebbi della forchette e cospargere con il pangrattato.
Formare con le verdure ormai tiepide uno strato unico, cospargere con il formaggio a pasta dura e irrorare con il composto di uova.
Srotolare l’altra sfoglia e coprire la torta preparata ( con la sfoglia restante fate dei salatini veloci con pomodoro concentrato e grana). Sigillate bene i bordi, spennellate con un goccio di latte e cospargete con i semi di cumino.
Cuocere per 30 minuti circa, fino a doratura della sfoglia.

10 vini da abbinare all’hamburger

10 vini da abbinare all'hamburger

Prima di abbinare l’hamburger alla solita birra chiara, leggete qui. E non ve ne perntirete.

Che cosa succede quando i vini italiani incontrano una delle più celebri ricette americane? Naturalmente, c’è subito feeling, soprattutto quando si tratta di carne di manzo e vino rosso.
Vanno molto bene i vini leggeri o, al massimo, di medio corpo, che non coprano troppo il sapore della carne e che vadano d’accordo con la dolcezza del pane e delle salse. Ma sono interessanti anche gli spumanti o i vini frizzanti, capaci di ripulire la bocca dall’untuosità delle salse e del formaggio. Abbiamo cercato i più adatti, dal nord al sud dell’Italia, trovando i migliori compagni sia in vini molto celebri, come il Lambrusco o il Chianti, sia in alcune chicche tutte da scoprire, come il Rossese di Dolceacqua.

Ecco le nostre scelte:

Franciacorta Annamaria Clementi Rosé 2009 – Ca’ del Bosco
E chi l’ha detto che un buon hamburger non possa diventare una cena gourmet da ricordare a lungo? Provate ad abbinarlo a questa bollicina rosé, una delle più esclusive prodotte in Italia. La sua elegante effervescenza aiuterà a rinfrescare il palato tra un boccone e l’altro e la struttura del pinot nero accompagnerà perfettamente la carne di manzo.

Cerasuolo d’Abruzzo Villa Gemma 2018 Masciarelli
Un rosato di grande struttura da una delle regione d’Italia più vocate per la produzione di questi vini. Ha intensi profumi di melagrana, amarene e petali di rose e un gusto intenso, fresco ed equilibrato.

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Vigneto Cialdini 2018 – Cleto Chiarli
Il Lambrusco è un vino rosso frizzante prodotto in Emilia Romagna, una delle regioni più gioiose d’Italia. Il carattere dei suoi abitanti si ritrova anche nel bicchiere: spumeggiante, goloso, con un sapore che ricorda i frutti rossi, è perfetto per stemperare l’untuosità dell’hamburger.

Il Borro 2015 Il Borro
Un rosso pieno e concentrato, fatto con i vitigni internazionali merlot, cabernet sauvignon e syrah, che restituiscono qui tutta l’essenza della Toscana. L’affinamento in barrique dona morbidezza e grande eleganza. Buono subito, è meglio ancora con qualche anno di riposo in bottiglia.

Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2017 – Tommasi
Questo rosso del Veneto è il “fratello minore” dell’Amarone: viene prodotto con le stesse uve (corvina, rondinella e corvinone) e “ripassato” sulle vinacce dell’Amarone, come dice il suo nome. Ha deliziosi sentori di ciliegia matura e spezie, come il pepe; è perfetto per dare un tocco di sapore in più all’hamburger classico.

Barbera d’Alba 2017 Cordero di Montezemolo
La Barbera è uno dei vini più tipici e famosi del Piemonte. Ha corpo medio e una deliziosa acidità che le permette di accompagnare al meglio i piatti di carne, soprattutto quelli ricchi di sapore come l’hamburger.

Primitivo di Manduria Lirica 2017 Cantina Produttori di Manduria
Dal sud Italia, un vino corposo e morbido, dal gusto avvolgente. Sembra fatto apposta per andare d’accordo con la carne di manzo condita con il ketchup.

Chianti Rufina 2017 Fattoria Selvapiana
Uno degli abbinamenti più classici, perché in Toscana questo celebre rosso si accompagna sempre alla carne alla griglia. Sceglietene uno fresco, come quelli prodotti nella sottozona della Rufina, che andrà benissimo anche con le salse.

Pomino Pinot Nero 2017 Frescobaldi
Fruttato, floreale, fresco ed equilibrato. Sono le caratteristiche di questo Pinot Nero toscano, che unisce magistralmente freschezza e sapidità con il calore dell’alcol. Di medio corpo, è intrigante nei suoi profumi di piccoli frutti, spezie dolci e note tostate.

Rossese di Dolceacqua Superiore Posaù 2017 Maccario Dringenberg
Fresco, leggero e piacevole, questo raro rosso della Liguria piace tanto anche alle star di Hollywood e spesso viene paragonato per corpo e facilità di beva ai pinot neri della vicina Borgogna. Tra i migliori della denominazione ci sono senz’altro quelli della produttrice Giovanna Maccario. Il Posaù proviene da una vigna singola e ha note speziate, iodate e leggermente terrose. Ve ne innamorerete, non solo in abbinamento all’hamburger.

 

Molise: mappa enogastronomica – La Cucina Italiana

Molise: mappa enogastronomica - La Cucina Italiana

Il Molise non esiste, si dice scherzando. Ma quando ci vai ti accorgi che, per varietà di colori, di cibi e per il suo spettacolo naturale, è infinitamente grande

Un modo di dire diffuso recita «Il Molise non esiste». Sarà perché la sua superficie è quasi la metà delle province italiane più grandi, sarà perché l’intera regione ha meno abitanti di Bari o di Catania. Eppure il Molise c’è e ha anche molto da dire, specialmente dal punto di vista gastronomico. Stretto fra mare e montagna, ha una fortissima tradizione contadina e pastorale, ma fra trabucchi e spiagge dorate, non mancano i piatti di pesce. Una gastronomia che spazia dagli invitanti brodetti di pesce alle più rustiche paste con i fagioli, senza dimenticare l’infinita produzione casearia e i salumi tipici come la ventricina.

L’aperitivo in Molise, con lo Scattone

Come si comincia un pasto in Molise? Con un aperitivo tipico delle zone rurali dell’Alto Molise, lo Scattone, che come dicono i locali «apre lo stomaco»: una mestolata della pasta in cottura nella pentola, acqua compresa, un bicchiere di vino rosso e un pizzico di peperoncino. Si contendono la paternità di questa singolare entrée i paesi di Poggio Sannita, Bagnoli del Trigno e Torella del Sannio, ma è solo in quest’ultimo che ad agosto si tiene la sagra dedicata allo Scattone.

L’antipasto: sua maestà il maiale

Passiamo quindi all’antipasto, dove non può certamente mancare la carrellata di salumi e formaggi tipici del Molise. Cominciamo, allora, dai salumi, dei quali la ventricina è il più famoso: una specie di soppressata molto piccante, che proviene specialmente dalla provincia di Campobasso e che vede Montenero di Bisaccia come capofila dei paesi che ne vantano la paternità. Un salume che si prepara con le parti nobili del maiale, insaccate nel ventre dell’animale (da cui viene il nome) e profumate con finocchietto selvatico, polvere di peperone e pepe. Non mancano poi le varianti regionali della soppressata, nonché un altro salume per ricchi che si chiama Signora di Conca Casale, una specie di salamella che prende il nome da un comune di 200 abitanti sopra Venafro, caratterizzata dal fatto che nell’impasto ci va perfino il filetto. Dal ricco al povero, con il grasso di scarto, invece, si preparano i cicoli, che altrove sono noti come ciccioli, e che vanno inevitabilmente a insaporire la Pizza coi cicoli, una focaccia che non manca mai nelle campagne molisane.

Il carrello dei formaggi

La produzione casearia è probabilmente la tipicità più nota del Molise e in particolare dell’Alto Molise, terra di pastorizia e transumanza. Nella discesa verso la Puglia, non c’è passaggio per il Molise che non sia caratterizzato da una sosta tecnica per approvvigionarsi delle sue meraviglie, come il caciocavallo di Agnone, la stracciata, la manteca, le scamorze o le mozzarelle. Praticamente in montagna, fra Agnone, la città delle campane, Capracotta e Vastogirardi, si produce uno dei migliori caciocavalli del Centrosud. La piccantezza è data dal grado di stagionatura e i molisani amano mangiarlo grigliato. Ugualmente, se sentite un molisano, anche le varie scamorze e trecce (la forma rispecchia la fantasia del casaro) aspettano solo la griglia. Sempre nella stessa zona si produce la stracciata, che prende il nome proprio dall’atto di stracciare la pasta filata per dare la forma a questo formaggio, che va consumato subito, oppure dopo qualche giorno, quando diventa spalmabile. Un’altra chicca, tipica di queste zone, è l’arte di nascondere tesori nell’impasto di una scamorza: questo vale sia per la manteca che per il cacio-salame. La prima serviva per consentire ai pastori di portare il burro salato nella transumanza e utilizzarlo per cucinare all’aperto, la seconda è una tradizione più recente, nata dalla necessità degli emigranti di nascondere i salumi in un formaggio, che sarebbe passato più facilmente alla dogana.

Termoli, Molise.
Termoli, Molise.

Mare vs montagna: brodetto vs sagne ai fagioli

Come ogni cucina povera, ma ricchissima di sapori, che si rispetti nella tradizione molisana ci sono piatti che possono facilmente essere definiti piatti unici. Uno di questi è il Brodetto alla termolese, chiamato in lingua locale “U bredette”. È il piatto povero dei pescatori, che ritornati dalla pesca infilavano in un pentolone tutti i pesci meno di valore, quelli troppo piccoli o quelli meno commerciabili. Non va dimenticato che il Molise, come le confinanti regioni Abruzzo e Puglia, è terra di Trabucchi, quindi la pesca si faceva tradizionalmente non solo in mare, ma anche a terra. Minimo 2-3 chilogrammi la dose di pesce consigliata per cucinare questo piatto. Dalle Marche in giù, la tradizione del brodetto è comune a tutti i paesi affacciati sull’Adriatico, tuttavia quello molisano si distingue per l’aggiunta di un ingrediente in più: il peperone verde, che conferisce alla zuppa un sapore unico. In montagna, invece, dominano piatti più agresti, le paste fatte in casa come le sagne, che sono una specie di maltagliati che si sposano perfettamente con i fagioli e che vengono rigorosamente cotti nella pignata, cioè nella pentola di coccio. Altro piatto immancabile dell’Alto Molise è il ragù di agnello o di capretto, che va a braccetto con i fusilli fatti in casa, un formato che a quanto pare è proprio nelle montagne dell’Alto Molise che trae origine. Ad Agnone durante le feste di Natale si mangia la tradizionale Zuppa alla Santè: in una zuppiera si versa abbondante brodo di gallina, in cui si lasciano galleggiare una serie di ingredienti, che vanno dalle polpettine di carne di manzo a quelle di di formaggio, dai pezzetti di caciocavallo stagionato, al pane passato nell’uovo sbattuto e tostato, ma anche pezzettini di pizza fatta di formaggi e uovo. In occasione del martedì grasso, a Scapoli ogni anno si tiene una sagra dedicata ai Ravioli scapolesi, una prelibata pasta ripiena in cui si uniscono alcune fra le migliori produzioni della zona: la ricotta di pecora, salsicce e pancetta, le verdure invernali come la bieta. Il tutto va poi condito con un saporito sugo di capretto. Altri formati di pasta tipici sono i cavatelli, che a Montenero di Bisaccia si chiamano Cuzzutilli e si mangiano con la ventricina, ma anche i Maccheroni crioli, una specie di spaghetti alla chitarra che prendono il nome dai lacci delle scarpe dei pastori. Questi ultimi sono particolarmente adatti per esser mangiati con il tartufo molisano. Non tutti sanno infatti che questa piccola regione del Centrosud è una delle maggiori produttrici nazionali di tartufo.

Per chiudere: confetti e ostie ripiene

Le ostie ripiene sono un dolce che accomuna Molise e Puglia, tuttavia quelle di Agnone hanno un aspetto del tutto particolare, grazie al particolare ferro che si utilizza per formare le ostie e che si vende praticamente solo nel paese delle campane. Il ripieno è un gustoso caramello croccante reso più scuro da un pizzico di cacao e impreziosito dalle mandorle tostate. Anche se è più nota la produzione del vicino Abruzzo, anche il Molise è famoso per i suoi confetti. È a Isernia, infatti, che si trova Papa, una delle più rinomate aziende che producono confetti e che si è recentemente specializzata anche nella produzione delle cioccolate.

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