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La dieta del riso integrale

La dieta del riso integrale

Il menu e gli accorgimenti per prendere fino a 3 chili in 12 giorni seguendo lo schema della dieta del riso

La dieta del riso integrale è basa sullo sfruttamento delle proprietà di un cereale ricco di nutrimenti e povero di calorie (330 calorie per 100 grammi). Durante la dieta si possono provare vari tipi di riso per evitare di annoiarsi, ma è bene lasciare maggiore spazio al riso rosso, al riso nero e al riso integrale classico. Questo perché è particolarmente ricco di fibre, sali minerali, vitamine ed è caratterizzato da una buona digeribilità.
Ideata dal medico tedesco Walter Kempner per curare pazienti affetti da grave obesità, è stata recentemente apprezzata anche da chi aveva la necessità di perdere qualche chilo e ridurre il gonfiore.
Le proprietà diuretiche del riso integrale sono infatti uno dei principali fattori drenanti che hanno conquistato chi si è sottoposto a questa dieta.

Riso integrale
Riso integrale.

3 chili in 12 giorni, un obiettivo raggiungibile

Ipocalorica e poco varia, la dieta del riso non va seguita per più dei dodici giorni previsti dal programma. Se portata avanti per un periodo troppo lungo, potrebbe affaticare il fisico di chi vi si sottopone e generare carenze capaci di causare gravi problemi. Come tutte le diete, anche quella del riso necessita dell’approvazione del vostro medico di base. Sara lui a valutare la vostra possibilità o meno di perdere tre chili in dieci giorni attraverso un regime ipocalorico.
Durante il programma dietetico, è raccomandato di bere almeno due litri di acqua al giorno, fare attività fisica continua e regolare (30 minuti al giorno) evitando però allenamenti troppo intensi.

Le fasi della dieta del riso

La dieta del riso si compone di due fasi principali. La prima dura tre giorni ed è la più dura. Si tratta del periodo di disintossicazione che precede necessariamente i nove giorni di dieta e prevede l’assunzione di riso e prodotti a base di cereali (tipo gallette). Un cucchiaino d’olio al giorno, poca frutta e poca verdura sono le uniche concessioni extra.
Durante i nove giorni di dieta potremo mangiare anche proteine magre (pesce, pollo, ricotta fresca) e porzioni più soddisfacenti di frutta e verdura.

Il menu della dieta del riso

Per seguire la dieta del riso, dovrete essere pronti a consumarlo a colazione, pranzo e cena. Le uniche portate esonerate sono gli spuntini di metà mattinata e merenda. La brutta notizia è che lo snack è piuttosto ripetitivo: 100 grammi di mela cotta o cruda con un bicchiere d’acqua e succo di limone. Nei primi tre giorni di dieta, fatevi aiutare dal potere saziante di finocchi, radicchio, sedano e carote da mangiare crudi assieme ai canonici 50 grammi di riso integrale previsti per i pasti principali.

Gli alimenti no

Vietato assumere alcolici, zucchero, sale, salumi diversi dalla bresaola e tonno sott’olio. Gli unici condimenti concessi sono il succo di limone, l’aceto e un cucchiaino d’olio extravergine d’oliva. Per dolcificare quando necessario, utilizzare mezzo cucchiaino di miele.

Controindicazioni

Questa dieta è basata su un regime alimentare ipocalorico e ipoproteico. La forte perdita di liquidi visibile già dai primi giorni di dieta potrebbe causare debolezza e far precipitare la pressione dei soggetti ipotesi. Per questo motivo è bene chiedere consiglio al proprio medico prima di iniziarla e continuare a monitorare i valori durante i 12 giorni di programma. Come tutti i dimagrimenti veloci poi, anche questa dieta deve essere seguita da un periodo di mantenimento o tutti i risultati si trasformeranno nell’ennesimo spiacevole effetto yo-yo. 

 

Anna in Casa: ricette e non solo: Treccia neutra di brioche

Anna in Casa: ricette e non solo: Treccia neutra di brioche

Quanto io adori preparare i lievitati sicuramente ormai lo avete capito.
Quella di oggi è una ricetta che una volta provata, non lascerete più; vi basti sapere che ho impastato tre brioche in due giorni e sono sparite al volo. Addirittura mia mamma se ne è portata via una intera. E’ un impasto ottimo anche perchè neutro e va bene sia per accompagnare il salato che il dolce.
Per questa delizia è necessario ringraziare Romana Bacarelli, una  amica incontrata su instagram.

Ingredienti

550 g farina 0
          io una farina per lievitati W 350
15 g di lievito fresco di birra
40 g di zucchero
230 ml latte a temperatura ambiente
1 uovo
1 cucchiaino di sale fino
50 ml di olio d’oliva
per rifinire
1 tuorlo
2 cucchiai rasi di latte

Procedimento

In una ciotola sciogliere nel latte lo zucchero e il lievito.
Nel frattempo nella ciotola della planetaria ( ma potete anche impastare a mano, ci vorrà solo un po’ più di tempo) versare la farina e in un angolino unire il sale.
Sciolto il lievito nel latte, aggiungere al liquido l’olio e l’uovo; mescolare bene e unire il tutto alla frina.
Impastare bene, fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e ben incordato.
Trasferire l’impasto sulla spianatoia, formare un panetto e metterlo in una ciotola, coperto, a lievitare fino al raddoppio (io nel forno con la luce accesa).
Una volta che l’impasto ha raddoppiato il suo volume, trasferirlo sulla spianatoia e ricavare 4  bastoncini (se non vi fidate a fare la treccia a 4 capi di cui purtroppo non ho gli scatti, potete farla 3 tre come una treccia normale) e unirli ad una estremità formare la treccia, chiudendo alla fine anche l’altra estremità.
Posizionare la treccia in una teglia rivestita con carta forno, coprire e mettere a lievitare di nuovo una trentina di minuti.
Scaldare il forno a 180°C.
Prima di infornare spennellare la superficie con il tuorlo e il latte della rifinitura, precedentemente mescolati.
Infornare e cuocere per circa 30 minuti, controllando che non si scurisca troppo la superficie, nel caso coprire con un foglio di alluminio.

Menopausa, perché si ingrassa e come contrastare i disturbi

Menopausa, perché si ingrassa e come contrastare i disturbi

In menopausa spesso il peso aumenta e bisogna fare i conti con tanti piccoli malesseri quotidiani. Ecco cosa fare per limitare i disagi e stare meglio e in forma

La menopausa è periodo di grandi cambiamenti per il corpo delle donne. In questa fase della vita oltre che con vampate e sbalzi d’umore, spesso si combatte con l’accumulo dei chili in più e con l’aumento del girovita. «Dipende dalla riduzione degli estrogeni, gli ormoni femminili che sono coinvolti nel metabolismo basale, ovvero nel dispendio energetico a riposo che in questa fase della vita tende man mano a diventare più lento», spiega Manuela Mapelli, biologa nutrizionista. «Le esigenze metaboliche in questo periodo infatti cambiano. Di conseguenza la dieta che si sta seguendo potrebbe non essere più adeguata alle nuove esigenze fisiche». Vediamo allora cosa fare a tavola per contrastare i chili in più, le vampate e gli altri disturbi tipici della menopausa.

Come frenare la fame

«In menopausa gli sbalzi ormonali possono favorire l’umore ballerino. Di conseguenza aumenta il nervosismo e la cosiddetta fame nervosa ed emotiva che sopraggiunge all’improvviso». Una strategia utile in questi casi suggerisce l’esperta «è frenare gli attacchi di fame improvvisi con una manciata di frutta secca o semi oleosi». I vantaggi? «Assicurano macro e micro nutrienti come grassi polinsaturi, sali minerali, vitamine e proteine, essenziali per la donna in questa fase». Ma c’è di più. «Favoriscono il senso di sazietà e agiscono positivamente sul tono dell’umore».

Il menu tipo cui ispirarsi

«In menopausa è bene iniziare la giornata con una colazione sana ed equilibrata a base di cereali integrali, frutta fresca e proteine nobili (yogurt bianco magro, ricotta o uova bio, ndr). A pranzo suggerisco di scegliere un primo piatto a base di cereali integrali abbinato a una porzione abbondante di verdure di stagione, condite con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. A cena via libera invece ai cibi fonte di proteine nobili come il pesce (2-3 volte a settimana, ndr), la carne bianca (2 volte a settimana, ndr), le uova (2 volte a settimana, ndr), le zuppe di lenticchie rosse oppure di ceci (2 volte a settimana, ndr) o i formaggi magri (1 volta a settimana, ndr), abbinati a verdura, cruda o cotta, di stagione. A metà mattina e a metà pomeriggio come spuntino spazio alla frutta fresca di stagione e a una manciata di noci o mandorle», suggerisce l’esperta.

I cibi in caso di vampate

Uno dei sintomi più comuni della menopausa sono le vampate di calore. Anche l’alimentazione può essere d’aiuto per gestirle meglio. «È noto che una dieta ricca in proteine animali, zuccheri semplici e grassi saturi ne aumenti l’insorgenza così come pasti molto abbondanti e irregolari. È bene quindi evitare a tavola determinate categorie di cibi ad esempio quelli piccanti e molto speziati, la caffeina, gli alcolici, i formaggi grassi e stagionati», suggerisce la nutrizionista Manuela Mapelli.

Cosa mangiare per combattere il cattivo umore

Un altro malessere molto comune durante la menopausa sono gli alti e bassi dell’umore. Per sostenere il tono a tavola suggerisce l’esperta «è bene evitare i cibi “nervini” come il caffè e il tè, così come gli alcolici e lo zucchero che agiscono negativamente sul buonumore». La  nutrizionista dà invece il «via libera a frutta secca (per esempio noci, mandorle, pistacchi, ecc, ndr), avocado, banane e cioccolato extra fondente che contengono sostanze come il triptofano, in grado di liberare endorfine, gli ormoni del benessere».

Volete saperne di più? Scoprite nella gallery i 5 cibi suggeriti dall’esperta indispensabili in menopausa

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