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» Liquore mela annurca – Ricetta Liquore mela annurca di Misya

Misya.info

Innanzitutto lavate bene le mele con acqua corrente, asciugatele e ricavatene le bucce, cercando di non tirar via troppa polpa (quella potete usarla per altre ricette).

Mettete le bucce (e, se volete, anche i semi) in infusione in alcol, chiudete il contenitore, e tenetelo in un posto buio per almeno 15 giorni.

Passati i 15 giorni, preparate uno sciroppo portando a bollore l’acqua con dentro lo zucchero, quindi fatelo raffreddare.

Mentre lo sciroppo si raffredda, filtrate per bene l’alcol e eliminate bucce e semi, quindi unite i due composti.
Imbottigliate il liquore e fatelo riposare per almeno altri 15 giorni.

Il liquore mela annurca è pronto.

Coronavirus, i guanti di plastica distruggono l’ambiente

Coronavirus, i guanti di plastica distruggono l’ambiente

Spesso non vengono smaltiti in maniera responsabile. Simili ai sacchetti, presto raggiungeranno fiumi e mari trasformandosi in cibo per la fauna marina. E possono anche diffondere il contagio

Se non sono usati correttamente, possono addirittura trasformarsi in veicolo per la diffusione del coronavirus. E se non vengono smaltiti in modo responsabile, porteranno a un vero e proprio disastro ambientale, con lo sterminio di tante creature innocenti. I guanti di plastica possono essere utili, ma non in tutte le circostanze e solo a patto di rispettare le regole per il loro uso. Lo sottolinea l’associazione Plastic Free, che ha lanciato una petizione diretta a Sergio Costa, ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che è già stata firmata da quasi 6mila persone.

«Pensi che servano davvero i guanti in plastica se poi tocchiamo ogni cosa? Soprattutto quando andiamo a fare la spesa, con gli stessi guanti usciamo di casa, guidiamo l’auto, tocchiamo il carrello, poi il telefono per leggere la lista della spesa, poi la spesa, i soldi o la carta di credito per il pagamento. Una volta tolti, tocchiamo nuovamente la spesa e il cellulare senza problemi. Davvero pensi che l’utilizzo dei guanti in plastica siano davvero efficaci?», si legge nel testo. In effetti, bisognerebbe anche ricordare che il virus sopravvive fino a 72 ore sulla plastica. Lo spiega anche l’Istituto superiore di sanità (Iss), che sul suo sito scrive che l’uso «dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio».

Sì ai guanti a patto che «non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi, siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati, come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi, siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato, e non siano riutilizzati».

L’altro enorme problema è la loro dispersione nell’ambiente. «Nella maggior parte dei casi, il loro utilizzo si circoscrive all’interno dei centri commerciali dove a fine utilizzo vengono lasciati nei carrelli, gettati in secchi della spazzatura senza coperchio o lasciati a terra. Un colpo di vento e vanno ovunque», dice ancora la petizione.

«La situazione sta davvero sfuggendo di mano. L’uomo e la plastica non vanno d’accordo, non lo sono mai andati. Il coronavirus doveva farci riflettere sull’importanza del nostro pianeta, ma non è andata così. L’inquinamento e l’inciviltà è aumentata, il senso di responsabilità per avere un mondo migliore è scomparso. I guanti in plastica monouso, spesso simili a bustine, sono ovunque e presto raggiungeranno fiumi e mari trasformandosi in cibo per la fauna marina. Cosa significa questo? Disastro ambientale e sterminio di tante creature innocenti».

L’unico modo per «fermare questa catastrofe», dice l’associazione, è smettere di utilizzare i guanti di plastica e, piuttosto, appena usciti dal supermercato, igienizzarsi le mani con un disinfettante gel prima di toccare il volante dell’auto o prendere il telefono.

la ricetta semplice con piselli e Bergader

la ricetta semplice con piselli e Bergader

La ricetta dello chef De Pra che celebra la primavera, ma da fare con quello che c’è in frigorifero… e i piselli

Lo chef stellato Riccardo De Pra si è ispirato al mondo delle fiabe di quando era bambino per creare una ricetta con i piselli freschi di stagione e Edelpilz, il formaggio erborinato storico di Bergader nato nel 1927. Questa è una delle tante ricetta nate per riscoprire il piacere dello stare ai fornelli per realizzare dei piatti semplici, ma gustosi, con ingredienti facilmente reperibili nel frigorifero di ogni famiglia, come i formaggi.

Ingredienti per 2 persone

1 scalogno
20 g di burro
2 patate piccole
350 g di piselli freschi
brodo q.b.
crostini di pane a piacere
100 g Edelpilz Bergader
olio d’oliva q.b

Procedimento

Taglia a fettine lo scalogno e fallo soffriggere in una casseruola con il burro. Intanto fai a fettine sottili le patate e aggiungile alla cottura. Quando sono quasi pronte aggiungi i piselli freschi e copri con un brodo caldo. Controlla la cottura e quando anche i piselli sono morbidi crea una crema utilizzando un frullatore ad immersione. Impiatta e guarnisci con i crostini e il formaggio Edelpilz Bergader sbriciolato. Aggiungi un filo d’olio d’oliva e servi in tavola.

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