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Ricetta Polenta in cubotti nel brodo

Ricetta Polenta in cubotti nel brodo
  • 150 g Farina bramata di mais giallo
  • Grana grattugiato
  • 680 g Brodo di pollo o cappone
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale

Portate a bollore g 600 di acqua salata condita con 1 cucchiaio di olio extravergine, quindi versatevi la farina bramata di mais giallo e cuocete la polenta per 45′.

Stendetela in una pirofila umida a cm 2-3 di spessore. Una volta soda, tagliate la polenta a cubotti.Passate una faccia dei cubotti nel grana grattugiato, poi rosolatela ponendola a contatto con il fondo di in una padella antiaderente caldissima; rosolate quindi anche le facce dei cubotti senza grana.Servite i cubotti con il brodo caldo.

Liquore ai fichi, ci avevate pensato?

Liquore ai fichi, ci avevate pensato?

Un digestivo così dolce è davvero insolito e saprà stupirvi. Si serve freddo e sta benissimo accompagnato a cioccolato o frutta secca

Con le noci si fa il nocino, con il limone il limoncello… e con i fichi? Come possiamo chiamare un liquore ai fichi?
Intanto che ci pensate vediamo insieme come si prepara.

Solo fichi freschi maturi e sodi

Per preparare questo liquore è importante scegliere i fichi giusti.
Devo essere maturi, ma non troppo, e morbidi, ma non molli.
Quanto alla varietà e al colore potete fare a modo vostro, l’importante è che abbiano una bella consistenza.

Buccia: si o no?

La buccia va eliminata, a meno che non si tratti di fichi che arrivano da una produzione biologica o dall’orto di casa.
Certamente tenendo la buccia non rischiamo di far aprire i fichi nell’alcool soprattutto se non sono abbastanza compatti, ma tenerla o meno non cambia molto il risultato finale.

La ricetta del liquore ai fichi

Ingredienti

500 g di fichi freschi
400 g di zucchero di canna
500 ml di alcool per liquori
500 ml di acqua
una stecca di cannella (facoltativa)

Procedimento

Per prima cosa lavate bene i fichi e asciugateli con della carta da cucina.
Sbucciateli senza romperli e poi metteteli insieme alla stecca di cannella in un grande contenitore di vetro con il tappo e copriteli con l’alcool.
Lasciateli in ammollo in un luogo fresco per circa due settimane scuotendo ogni tanto il barattolo.
Trascorso questo tempo filtrate tutto.
A parte preparate uno sciroppo sciogliendo lo zucchero nell’acqua bollente e lasciatelo raffreddare.
Mescolate i due liquidi, filtrateli e versateli in una bottiglia da 1 litro.

Abbinamenti interessanti

Potete servire il liquore ai fichi a fine pasto perchè è dolce, delicato e digestivo.
Deve essere freddo e quindi vi suggeriamo di tenerlo sempre in freezer.
Sta molto bene con il cioccolato fondente quindi magari con una torta o un gelato e anche con la frutta secca quindi potete servirlo in accompagnamento ad una crostata rustica o a un croccante.
Provatelo anche nella bagna di un tiramisù o di una torta di pan di Spagna che poi potete farcire con crema al mascarpone e fichi caramellati.

Se l’idea di questo liquore vi è piaciuta, sfogliate la nostra gallery per scoprire qualcosa in più

Le 5 regole del caffè che tutti i bar dovrebbero rispettare

Come riconoscere un buon caffè al bar secondo il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale

Il caffè del mattino (77%). Quello della pausa (53%), del pranzo, della metà pomeriggio e persino della sera. Gli italiani lo amano e lo bevono a casa (92%) e al bar (72%). Il 58% dice di berlo per trovare la carica necessaria ad affrontare la giornata e il 77% lo beve la mattina appena sveglio, per il 47% degli intervistati è un piacere e il 37% lo considera un rito da consumare insieme agli altri. (fonte: Coffee Monitor 2018, Nomisma).

Ma come lo beviamo? Il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale ha stilato un Disciplinare, condiviso con il Comitato Italiano del Caffè per consentirci di chiedere il meglio dalla nostra bevanda preferita, imparando a distinguere un caffè buono da un caffé preparato male.

Il caffè in grani e la macinatura

Prediligete i bar che macinano direttamente: dopo solo 15 minuti dalla macinazione perde circa il 65% degli aromi. Va quindi usato unicamente il caffè in grani che dovrà essere macinato con una grammatura che può variare tra i 7 e i 9 g., avendo cura di farlo rimanere nel dosatore il minor tempo possibile. Anche se mantenuto in grani il caffè va conservato in appositi contenitori che vanno puliti periodicamente poiché l’olio contenuto all’interno dei chicchi può ossidare al contatto con l’aria e irrancidire.

L’estrazione della bevanda

Il tempo di contatto fra acqua e caffè condiziona l’estrazione delle componenti aromatiche presenti all’interno del chicco. Maggiore è l’estrazione e maggiore è il numero di sostanze idrosolubili all’interno della bevanda. Questo però non è necessariamente un bene, perché alcune di queste sostanze non sono gradevoli, per cui l’obiettivo finale è quello di trovare il giusto equilibrio. Il tempo di erogazione è tra i 20 e i 27 secondi.

L’aroma

Se sentiamo l’esigenza di aggiungere zucchero, significa che non è stato preparato correttamente. L’aroma dovrà essere gradevole ed intenso, il gusto pieno gradevolmente amaro e mai astringente. A influire negativamente sulla cosa potrebbero essere la cattiva pulizia della macchina e una macinatura vecchia.

La tazzina

Il contenuto nella tazzina dovrà essere tra i 13 e i 26 g. ad una temperatura tra i 90°C e i 96°C. Il caffè dovrà essere servito preferibilmente in tazzine di porcellana con il fondo più stretto rispetto all’imboccatura e di spessore adeguato a mantenere la temperatura.

La crema

Il Caffè Espresso Italiano Tradizionale per essere considerato tale si dovrà presentare con una crema uniforme e persistente per almeno 120 secondi dal termine di erogazione della bevanda non rimescolata.

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