Categoria: Ricette veloci

» Frittatine zucchine e mozzarella

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Tagliate la mozzarella a cubetti e lasciatela a scolare perché perda un po’ di siero.
Pulite le zucchine, tagliateli in cubetti piccolini e soffriggetele in padella con il cipollotto, sale, pepe e un po’ di olio.
Dopo averle fatte insaporire, abbassate la fiamma e continuate la cottura per almeno 10 minuti, finché le zucchine non saranno belle morbide.

Nel frattempo, cuocete gli spaghetti e scolateli ben al dente.

Unite uova, sale, pepe e parmigiano in una ciotola capiente (dovranno entrarci anche gli spaghetti) e mescolate con una frusta o una forchetta.
Unite quindi anche spaghetti e zucchine intiepidite e la mozzarella a cubetti.

Fate scaldare un po’ di olio in una padella ampia.
Amalgamate, quindi, aiutandovi con un cucchiaio, formate con la forchetta dei piccoli nidi di pasta, mettendoli man mano nella padella.
Cuocete da entrambi i lati a fiamma media fino a doratura, quindi scolate i nidi su carta assorbente.

Le frittatine zucchine e mozzarella sono pronte: servitele subito!

Il vino della settimana: Brda Rebula Opoka 2016 Marjan Simčič

Il vino della settimana: Brda Rebula Opoka 2016 Marjan Simčič

Da vigne a cavallo tra il confine italiano e quello sloveno, su terreni molto speciali, nascono vini capaci di raccontare come pochi altri il territorio di provenienza

Brda slovena e Collio friulano. Due nomi per indicare la stessa zona, da sempre divisa da un confine tanto assurdo quanto invisibile. È travagliata la storia politica di questa regione, tanto che qui tutti raccontano di avere un bisnonno austroungarico, un nonno italiano, un papà iugoslavo e di essere nati in Slovenia.

Gli occhi si muovono in un orizzonte racchiuso tra le alpi Giulie e il mare. “Vedi quella casa bianca? È in Slovenia. Ma la costruzione vicina è già Italia”. Quella laggiù è la mia vigna, la comprò il mio avo, il confine le passa in mezzo. Oggi non è più un problema, ma fino a qualche decina di anni fa, bisognava affrontare una complessa burocrazia per poter passare da una parte all’altra con il trattore”. Sono tanti gli aneddoti che circolano da questi parti e che ricordano un mondo che per fortuna non c’è più.

La Slovenia è stato indipendente dal 1991, conta soltanto due milioni di abitanti ed è famosa per essere il quinto paese più verde del mondo. Non si stenta a crederlo, anche solo guardando questo spicchio di territorio, dove i filari di vigneti si alternano ai boschi e alle coltivazioni di frutta, che danno fama alla Brda quasi quanto il vino. “Ma abbiamo anche uliveti perché qui c’è un microclima particolare, che fa la fortuna dei vignaioli, insieme allo speciale terreno tipico di queste parti, la opoka, o ponca, ricca di calcio” mi racconta Marjan che dal 1988, con il prezioso aiuto della moglie Valerija, gestisce l’azienda vinicola acquistata da Jožef Simčič nel 1860.

Marjan Simčič

Questo suolo è così importante e caratterizzante per i vini locali che Marjan gli ha dedicato la sua linea più prestigiosa, prodotta solo nelle annate migliori, con le vigne più vecchie (oltre 60 anni di età). Bagna un pezzo di ponca e me la fa annusare: è lo stesso profumo che si ritrova nel calice della sua Rebula, nome sloveno della ribolla gialla, il vitigno più rappresentativo della zona, che qui viene vinificato in versione spumante, in bianco, in arancione o come vino dolce, a dimostrazione di una versatilità stupefacente, anche se la versione più azzeccata rimane quella che prevede la macerazione.

La Brda Rebuola Opoka 2016 è un vino affascinante e di grande equilibrio, in cui la componente tannica dona una nuova dimensione; si apre su profumi di pesca e di albicocca con qualche sfumatura agrumata, che ricorda il chinotto, intense note minerali, che rimandano alla ponca, e spezie tipo il pepe bianco. In bocca è vellutato, sapido e persistente e racconta di un potenziale di invecchiamento, molto interessante: dunque, il consiglio è quello di acquistare e dimenticare in cantina l’annata 2016 e di bere ora la monumentale 2013.

Perché adesso: è un vino da assaporare con calma, per cogliere tutte le sfumature nel bicchiere. Niente di meglio che farlo durante questi giorni di ponti e di vacanze.

Come è fatto: fermenta a contatto con le bucce per 16 giorni in uova di cemento da 1.000 litri senza aggiunta di lieviti selezionati; dopo la pressatura soffice, affina per un anno in uova di cemento e per 10 mesi in botti di rovere da 500 litri.

Da abbinare con: crostacei e frutti di mare, grigliate di pesce azzurro, pesci affumicati, uova con il tartufo.

Servitelo a: 15 °C

Prezzo: 46 euro

simcic.si

Le nostre ricette in abbinamento:

Ricetta Involtini con verdure al curry

Ricetta Involtini con verdure al curry
  • 500 g patate
  • 500 g yogurt naturale
  • 350 g cavolfiore
  • 1 pz confezione di pasta fillo (con fogli quadrati)
  • 300 g cavolo cappuccio
  • 250 g carote
  • curry in polvere
  • prezzemolo tritato
  • olio extravergine di oliva
  • olio di arachide
  • sale
  • pepe

Per la ricetta degli involtini con verdure al curry, raccogliete lo yogurt in una garza finissima e lasciatelo sgocciolare per almeno 4 ore, quindi insaporitelo con 2-3 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaino di prezzemolo tritato, un pizzico di sale e una macinata di pepe mescolando bene.
Per il ripieno: Sbucciate carote e patate, tagliatele a tocchetti e scottatele in acqua bollente salata per circa 4-5 minuti. Dividete il cavolfiore in piccole cimette e sbollentatele in acqua salata per un paio di minuti. Tagliate il cavolo cappuccio a fettine sottili. Scaldate in una padella 3 cucchiai di olio di oliva, aromatizzatelo con mezzo cucchiaino di curry e lasciate insaporire per un paio di minuti; unite il cavolo cappuccio, regolate di sale e cuocete per circa 3 minuti a fiamma vivace, quindi aggiungete anche le patate, le carote e il cavolfiore
e proseguite la cottura con il coperchio per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Abbassate la fiamma e cuocete ancora per 4-5 minuti. Schiacciate grossolanamente le verdure con una forchetta, amalgamandole bene, per ottenere il ripieno degli involtini.
Per gli involtini: Distribuite 1 cucchiaio di ripieno su un lato di un quadrato di pasta fillo e inumidite con un po’ di acqua il lato opposto, quindi richiudete l’involtino. Friggete pochi involtini per volta in abbondante olio di arachide caldissimo per 3-4 minuti, finché non cominceranno a dorarsi. Scolateli su carta da cucina e serviteli subito, accompagnandoli con la salsa allo yogurt.

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